La mia interrogazione consisteva di quattro pagine che riportavano la storia della clinica per patologie neuropsichiatriche “Villa Cristina”, dalla chiusura in quel di Torino alla riapertura in quel di Nebbiuno (NO), l’odissea dei lavoratori torinesi che non si fossero licenziati, il reintegro nella RSA ex-Richelmy a Torino e gli sviluppi attuali.
Siamo lieti di apprendere che i 250 € in busta per coprire (in parte) le spese di viaggio dei lavoratori trasferiti a Nebbiuno (NO) verranno erogati da settembre. Però avevamo puntato l’attenzione sui contratti e il futuro lavorativo dei lavoratori ex-Villa Cristina: attualmente sono stati obbligati a passare da un contratto collettivo nazionale a uno di tipo sociolavoratore in una Cooperativa Sociale che funge da intermediario rispetto ad una multinazionale, con un periodo di prova di 2 anni in cui i lavoratori saranno a tempo determinato e quindi facilmente licenziabili.
Su questi quesiti l’Assessorato non ha dato risposte. Solleveremo quindi nuovamente il tema in IV Commissione e se non avremo soddisfazione valuteremo ogni altra strada legale a tutela dei lavoratori.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

