Non ci stupisce troppo l’annuncio della Giunta Chiamparino su una legge per lo stop al consumo di suolo. Siamo abituati alla politica dell’annuncite di Renzi per distrarre l’opinione pubblica dai problemi reale del paese. Così sembra fare ormai la Giunta Chiamparino, per non parlare del buco nel bilancio e dell’aumento delle tasse.
Chiamparino, l’uomo del “le grandi opere servono a ridurre il dissesto idrogeologico”, il sindaco delle 200 varianti che ha costruito laddove e in quantità che non erano coscienziosamente pensabili, insieme al sodale Saitta, ora parla di stop al consumo di suolo. Temiamo che sarà l’ennesimo slogan che si tradurrà in una leggina che non avrà nulla di rivoluzionario: incentivi per il riuso dell’esistente senza messa in efficienza (come lo scandaloso Piano Casa recentemente prorogato di un anno), mentre continuerà nei Comuni la corsa alla cementificazione.
Occorre anzitutto modificare pesantemente la Legge Regionale 56/77 per renderla uno vero strumento d’indirizzo programmatico per l’urbanistica piemontese dei prossimi 20 anni. Inoltre è necessario un discorso organico, che non può trascendere da un impegno del Presidente della Conferenza Stato-Regioni a sostenere la proposta di legge nazionale del M5S per blindare gli oneri di urbanizzazione ai fini urbanistici, togliendoli dalla disponibilità dei bilanci comunali. Insomma solo in questo modo si può rompere l’equazione consumo di suolo=cassa per il Comune. In un’ottica di blocco del consumo del suolo, i proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dai contributi sul costo di costruzione devono essere destinati a piani di recupero di aree degradate di iniziativa pubblica, con lo scopo di calmierare il mercato dove i prezzi dell’edilizia popolare dovessero schizzare verso l’alto. E’ infatti evidente che, in caso di blocco delle nuove aree di espansione edilizia, assisteremmo ad un aumento dei prezzi delle case e, senza opportuni interventi pubblici, regaleremmo agli speculatori il monopolio del mercato immobiliare per i prossimi decenni.
Le problematiche sono molte come gli interrogativi. La legge obbligherà i Comuni ad un censimento dell’invenduto e sfitto e, insieme ad un censimento demografico, ad impedire la realizzazione di varianti e nuovi piani regolatori che prevedano case per più abitanti della popolazione reale? Incentiverà, con la creazione di un fondo di garanzia, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente?
Il M5S è come sempre disponibile alla discussione nel merito, ma non a trasformazioni di slogan in leggi dannose per fini propagandistici.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Paolo Mighetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

