Il Pd ha presentato la legge n. 162 “Disposizioni in materia di riduzione dei costi della politica”. In questo testo si propone di ridurre l’indennità lorda da 5940 € a 5600 €, a fronte della cancellazione della trattenuta del 5% per l’indennità di fine mandato, in più una riduzione dei rimborsi spese da 4050 € a 3000 €. Il Movimento 5 Stelle aveva chiesto la riduzione delle indennità a 4000 € lordi, che è stato bocciato. Quindi ha presentato un emendamento per ridurle almeno a 5000 € lordi contro i 5600 del PD e questo emendamento è passato.
Una riduzione era necessaria perché nella scorsa legislatura pur essendo il lordo più alto (6600 €), su di esso insisteva il 25% di trattenuta per l’erogazione del vitalizio, oggi soppresso, e quindi alla fine il netto era molto più basso. In più il PD ha deciso di sopprimere la trattenuta del 5% per l’indennità di fine mandato, portando il netto in busta a quasi 1000 euro in più (indennità netta 2014: indennità lorda 6600€ -5% -25% -34%=2376 € indennità netta 2016 con proposta pd: 5000€-34%=3300).
Si potrebbe comunque dire che almeno un risparmio sul lordo ci sarà: da 5940 € a 5000 €. In realtà il risparmio sarà annullato dai costi dell’introduzione del sistema previdenziale per consiglieri regionali, la cosiddetta “cassa previdenziale della Casta”. Siamo riusciti a farla stralciare oggi, ma il Pd prevede un sistema simile al pubblico per contributi (pari al 9,2% a carico del consigliere e 23,8% per il consiglio). Parliamo di quasi 1200 €, annullando ogni possibile risparmio, anzi costituendo una spesa in più.
Tra l’altro questo trattamento previdenziale rappresenta un nuovo “win for life”, un minivitalizio contributivo: 450 € di versamenti al mese per 5 anni danno diritto ad una pensione di 450 €.
Gruppo regionale M5S Piemonte

