Il Presidente della Giunta Regionale Chiamparino la scorsa settimana nel corso della seduta di insediamento in Consiglio regionale ha affermato che “occorre un esame attento della situazione edilizia dei nostri ospedali, che valuti i costi e i rischi connessi alla vetustà di molti di loro – ricordando che – le città della salute di Torino e di Novara sono al centro di questo progetto”.
Come spesso accade però il passaggio tra “il dire ed il fare” si scontra con la dura realtà che in questo caso è rappresentata dall’articolo 14 del Patto della Salute (edilizia sanitaria, investimenti e ammodernamento tecnologico) siglato pochi giorni fa in Conferenza Stato Regioni. Un provvedimento che, di fatto, rinvia a data da destinarsi il reperimento di “adeguate risorse finanziarie” per tutte le regioni. Ed è per questo motivo che il neo Assessore alla Sanità, Saitta, ha dovuto smentire sostanzialmente il suo presidente spiegando che, non essendoci il becco di un quattrino, sarebbe stato meglio soprassedere a qualsiasi investimento.
Ricordiamo che mentre il progetto del Nuovo Ospedale di Torino è stato sempre burrascoso, avendo cambiato già tre volte sede (Grugliasco, Torino zona Molinette, ora Torino zona Palazzo Unico della Regione) e due masterplan (primo troppo ambizioso, poi ridotto ad almeno due torri), quello di Novara pare, almeno sulla carta, più solido. Il luogo parrebbe deciso ed anche il progetto. E le lungaggini di quello torinese han fatto perdere le risorse ex art. 20 anche al progetto novarese, nonostante l’ex Presidente della Regione fosse proprio di quella città.
Per questo, il partito democratico novarese cerca di slegare il destino del nuovo ospedale di Novara da quello di Torino. Abbiamo letto sui giornali le affermazioni del sindaco Ballarè, secondo il quale i soldi per Novara non sarebbero un problema.
Noi siamo un po’ scettici, durante il periodo pre-elettorale abbiamo potuto prendere visione del progetto, e una grossa fetta del finanziamento (72,1 milioni di €) consisteva nel ricavo dalla vendita di 24 cascine e 2270 ettari di terreno ed è anche conteggiato un intervento dei privati, a cui ovviamente dovrà essere dato in cambio qualcosa (de minimis i servizi non core per una ventina d’anni) sperando che non si debbano cedere anche attività sanitarie come laboratori diagnostici e servizi di imaging.
Anche il M5S fa il “tifo” per il nuovo ospedale, in quanto l’attuale francamente è strutturalmente e logisticamente quasi insostenibile, ma con un piano finanziario affidabile e che non comporti sorprese, come le ultime realizzazioni piemontesi (Asti, Nizza Monferrato, Biella, Verduno) ci hanno abituato.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

