Altra bocciatura al Tar per la Giunta Cota, prima sull’introduzione dei 6 gradi di intensità di assistenza per anziani non autosufficienti, ora sul fatto che per il Morbo di Alzheimer, appunto una patologia e non una condizione legata all’invecchiamento, l’onere del ricovero debba essere tutto a carico della Sanità, senza nessuna compartecipazione comunale o dei cittadini; infine che non ci sia limite di tempo per il ricovero agli anziani non autosufficienti se non per un miglioramento reale delle condizioni cliniche-assistenziali.
Già nel 2012, ai tempi della Dgr 45 del 30.7.2012 e poi a dicembre 2013, criticammo tali scelte, insieme al Comitato Regionale SocioAssistenziale e alle Associazioni come CSA, sottolineando come dover sottoporre nuovamente migliaia di anziani non autosufficienti ad una visita avrebbe intasato le Unità di Valutazione Geriatriche e Alzheimer (UVG e UVA) per mesi, finendo per annullare i risparmi presunti che la Regione si attendeva. Non si poteva inoltre pensare che il quadro clinico del paziente (e dico paziente in riferimento al Morbo di Alzheimer non a caso, come confermato dalla sentenza della Cassazione 4558 del 2012 ) potesse andare verso un miglioramento e cioè verso una classe di intensità di cure ed assistenza minore, vista la cronicità legata all’età: ciò, a meno di una “spinta politica”, quanto meno opinabile, a rivedere al ribasso i casi clinico-assistenziali.
Fortunatamente la popolazione anziana è in aumento perché la vita media si allunga e anche perché biologicamente la crescita della popolazione umana a livello mondiale si sta fermando, dopo aver registrato incrementi di 1 miliardo di individui ogni 7 anni; il fenomeno è maggiore nelle popolazioni dei paesi sviluppati: di qui la necessità di un’assistenza sempre maggiore per intensità e specializzazione e non di un disimpegno economico.
Pensare di risolvere questo problema con escamotage e cavilli giuridici è folle arroganza.
Certo, servono più risorse, e mi pare assurdo che il centrosinistra ne faccia solo una questione di volontà politica, quando a tutti è nota la situazione del bilancio (tale proprio dopo gli anni di spese pazze di Ghigo e Bresso), ma ricordiamoci che ogni accesso improprio di un anziano al Pronto Soccorso, in cerca di un “ricovero di sollievo”, che magari è in lista di attesa da anni, comporta un esborso pari anche a 10-15 volte tanto il tenerlo a casa, e 4-5 volte la retta giornaliera in una RSA.
Servono quindi più risorse e Cota, insieme a Vasco Errani (Pd, presidente della Conferenza delle Regioni), dovrebbe darsi da fare per trovarle, magari dal fondo sanitario nazionale, che va necessariamente incrementato con una dotazione specifica per l’Alzheimer come è previsto per la Sla, e dal fondo nazionale per non autosufficienti. Se no rischiano solo di essere chiacchiere al vento e nuovi debiti.
Davide Bono
MoVimento 5 Stelle Piemonte

