sabato, Aprile 18, 2026

180 milioni per un nuovo buco a Torino


di Davide Bono
Da anni vanno avanti a Torino progetti faraonici che ormai fanno a pugni, non solo con il buonsenso, ma anche e soprattutto con le risorse stanziabili nei bilanci di enti indebitati fino all’osso come Comune di Torino e Regione Piemonte.
Tra i progetti assurdi della Città, sostenuti dalla Regione, dopo la sbornia devastante delle Olimpiadi, vi sono: la chiusura della tangenziale di Torino con un pezzo di autostrada senza uscite verso la città e devastazione della collina torinese, la realizzazione dell’interramento di Corso Marche sotto l’interramento dell’alta velocità (proseguimento futuribile del TAV Torino-Lyon) e, in ultimo, interramento della ferrovia Torino-Ceres sotto Corso Grosseto.
Venendo a quest’ultimo, in quanto finalmente i due folli progetti di Corso Marche e Tangenziale Est sono stati rinviati a tempi migliori, si tratta di collegare la ferrovia Torino-Ceres al passante ferroviario nella nuovissima stazione Rebaudengo (una stazione inutile che ha distrutto di fatto l’unico parco del quartiere, non proprio riqualificato, “Barriera di Milano”).


Il Passante Ferroviario è l’interramento della ferrovia a Torino dalla stazione di Stura al Lingotto, opera fondamentale per sanare la divisione della città in due: peccato che i lavori siano durati quasi 30 anni e costati oltre 1,4 miliardi di euro
Le linee di “ferrovia metropolitana” che vi scorrono attualmente possono usufruire “solo” di quattro stazioni, cioè Lingotto, Susa, Rebaudengo-Fossata (ancora solo parzialmente attiva) e Stura (spesso allagata grazie all’innalzamento della Falda Falchera, dovuto allo sbarramento da parte dello scatolato della linea tramviaria 4); mancano ancora le stazioni di Dora e Zappata.
Le linee di “ferrovia metropolitana” sono quattro, mentre dovrebbero essere nei progetti 9!! La quinta dovrebbe essere la Torino-Aeroporto di Caselle-Ceres. Il fatto strano è che questa linea esiste già (dal 1868) e collega la stazione Dora GTT (a 100 metri dalla futuribile stazione sul passante) con Ceres tramite un tunnel ferroviario sotto un’altra strada (Via Stradella) parallela a quella dove si vorrebbe realizzare ora, tunnel costruito per Italia 90. Ma manca l’interconnessione con il passante ferroviario, visto che per problemi tecnici (dislivelli tra i due tunnel) e mancanza di volontà politica, si è optato per chiudere il collegamento con la futuribile stazione Dora SFM.
Quindi, invece di utilizzare il vecchio tunnel sotto Corso Stradella, con realizzazione di un ascensore/tapis roulant che la collegasse alla futuribile Dora SFM (dal costo di pochi milioni di euro), come chiesto dai Comitati, si è optato per la realizzazione di un nuovo tunnel ferroviario sotto Corso Grosseto dal costo di (almeno) 180 milioni di euro, di cui 160 a carico della Regione Piemonte (142 da fondi ex FAS-FSC e 18 milioni di soldi nostri per pagare l’IVA) e 20 milioni stanziati dal CIPE, dal forte impatto sulla viabilità, sulle attività commerciali e sui residenti dei quartieri Madonna di Campagna e Borgata Vittoria.
Ho fatto notare che invece di spendere tutti quei soldi (che al momento non abbiamo, tant’è che le somme stanziate nel 2012, sono state spostate al 2013, con possibilità di spostarle nel 2014), potremmo realizzare subito le stazioni Dora e Zappata, dal costo rispettivamente di 23 e 15,75 milioni di €, realizzare l’interconnessione Dora GTT e Dora SFM e avanzare ancora un 120 milioni di Fondi FSC da dirottare su altri importanti investimenti (magari l’SFM 6 che colleghi Torino all’ospedale San Luigi di Orbassano, come magra consolazione per averci costruito e subito venduto l’inceneritore di Torino?).
Ma soprattutto: che cavolo ci mettiamo a costruire nuove infrastrutture ferroviarie quando stiamo dismettendo tutte le altre?
Ho interrogato la Giunta e come al solito non ho ricevuto risposte politiche, ma una scarna nota preparata dagli Ingegneri dell’Assessorato. Assente pure l’Assessore ai Trasporti, Bonino. L’Assessore al Bilancio biellese, Pichetto, rilancia la palla al Comune di Torino. Con un ODG chiederò l’impegno della Giunta a riaprire il discorso sulle infrastrutture.
Se no cosa paghiamo a fare gli Assessori e un Presidente?

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