![]()
Sabato 20 aprile grande marcia popolare contro il TAV – Terzo Valico (corridoio Genova-Rotterdam) con partenza da Novi Ligure – Piazza XX Settembre alle 14 ed arrivo a Pozzolo Formigaro. Qui le motivazioni dell’assurdità del terzo valico, che ripercorre esattamente le stesse tappe del più noto TAV Torino-Lyon: progetti nati a cavallo degli anni ’80-’90 per finanziare i partiti, con dietro i soliti costruttori noti (dietro il contraente generale Cociv c’èImpregilo, cioè Gavio-Salini) , prima per treni passeggeri, poi merci, poi misto passeggeri-merci con numeri che non tornano (la Regione Liguria parla di 5 milioni di container, ma al momento ne viaggiano 32 mila, di cui il 30% vuoti).
Sull’opera destra e sinistra vogliono procedere (anche il sindaco Sel di Genova, Doria, non si oppone). Sono già stati mandati decine di esecutori di espropri, tutti regolarmente respinti pacificamente dai comitati No Tav (iniziano ad arrivare anche qui le prime denunce). Intanto, consci di aver calato dall’alto l’opera, viene lanciato l’ennesimo comitato di pilotaggio, grazie all’ennesima legge porcata regionale: nell’ultimo del 20 marzo scorso a Voltaggio si evince solamente che viene ribadita la chiara volontà di procedere con l’opera. Quanto concordato (istituire tre tavoli tecnici, uno sull’amianto, uno sui temi idrogeologici e uno sullo smarino con lo scopo di produrre documentazione tecnica entro il 30 Maggio) è "fuori tempo massimo" ed inutile: andava fatto preventivamente vent’anni fa, in sede di valutazione sulla opportunità di realizzazione dell’opera, quando avrebbe prodotto come effetto la cancellazione della stessa per evidente impossibilità di realizzazione per costi, impatti ambientali, sostenibilità futura. A seguito di questo i Comuni e la Regione hanno chiesto a Cociv che non venga avviatanessuna attività di scavo prima del 30 Maggio. Ma non era stata chiesta una moratoria?
Non diamo ovviamente una valutazione positiva alla richiesta di moratoria precedentemente formulata da dodici Sindaci dei territori interessati dall’opera (escluso Pozzolo Formigaro che ha ribadito invece la sua totale contrarietà) in quanto non si evidenzia la chiara volontà del blocco definitivo dell’inutile opera. Si tratta quindi semplicemente di un auspicio di un rinvio temporale dei tempi di realizzazione che potrebbe anche celare da parte di alcuni Comuni la volontà di "giocare al rialzo" nelle trattative delle famigerate "compensazioni".
Ci rendiamo conto di come tale moratoria abbia unito Sindaci con posizioni sinora molto diverse e potrebbe essere un primo punto per futuri, ulteriori sviluppi, ma non basta. Se da un lato possiamo anche considerare in modo favorevole la richiesta di nuovi studi sia sulla presenza di amianto nelle terre da scavo , sia per quanto riguarda il rischio per le falde idriche, le fonti e i corsi d’acqua della zona, non possiamo mancare di sottolineare come queste informazioni siano già note. Il rischio amianto (che provoca il letale mesotelioma pleurico) è già stato accertato in occasione di analisi relative ad altri progetti previsti nella stessa zona, sospesi proprio per questo motivo, così come il rischio idrico venne già ben evidenziato da precedenti studi e osservazioni fatte a suo tempo durante l’iter procedurale. Nella stessa richiesta di moratoria i rischi e le ricadute ambientali sul territorio vengono definiti “insostenibili”, evidenziando una palese incongruità. Se sono insostenibili, per definizione non andrebbero affrontati, tutelando gli interessi e la salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio. Il tutto serve solo a mettere una gigantesca foglia di fico, potendo dire un domani di aver fatto tutto il possibile, quando ci si troverà a rendere conto alla popolazione della devastazione del territorio, con la certezza di aver gettato miliardi di Euro (almeno 7 destinati a salire), senza che si sia verificata alcuna ricaduta positiva e avendo perso fette consistenti di trasporto pubblico locale.
Nei prossimi mesi andrà in scadenza la Dichiarazione di Pubblica Utilità collegata alla delibera Cipe relativa all’opera, per cui il General Contractor sta percorrendo a tappe forzate l’iter procedurale per ottenere entro il mese di Marzo una proroga biennale, in largo anticipo sui termini, probabilmente in modo da evitare rischi relativi ad una discussione Parlamentare che, sollevando legittimi dubbi, porti ad effettuare una valutazione approfondita e trasparente della sostenibilità economica. La richiesta di moratoria avrebbe dovuto quindi richiedere una nuova, completa e attuale analisi costi-benefici e non una semplice analisi degli effetti sulla logistica, del tutto aleatori e possibili solo a semplice livello di ipotesi.
Il MoVimento 5 Stelle per questo porterà anche in Parlamento la sua ferma opposizione al Terzo Valico. Criminale sarebbe l’ennesimo spreco di risorse pubbliche, specialmente in questo periodo di sempre più dura crisi economica e sociale. Noi diciamo: piccole opere per tutti e non grandi opere inutili per pochi. Sono sempre posti di lavoro, ma l’impatto è ben diverso.

