Di Davide Bono
Ho interpellato la Giunta sulla richiesta di prospezioni alla ricerca di giacimenti petroliferi nel territorio di Carpignano Sesia, ma non abbiamo avuto risposte soddisfacenti. Nè l’Assessore all’Ambiente e Attività Estrattive, Ravello, nè l’Assessore allo Sviluppo Economico, Giordano si sono presentati, lasciando la risposta all’Assessore all’Agricoltura e Foreste, Caccia e Pesca, Sacchetto.
Le domande basate sulle preoccupazioni del Comitato Difendiamo il Nostro Territorio (DNT) vertevano su 4 temi:
– Il territorio di Carpignano Sesia richiesto è adiacente ad un’area tutelata per particolare biotopo (vedi TAV.11, Carta delle sensibilità ambientali del Piano per le Attività Estrattive Provinciali della Provincia di NO), dalla quale è stata (nel PRGC 2006) espunta parte dell’area di vincolo ambientale corrispondente all’area richiesta da Eni e costruita ad hoc una bretella stradale.
– detta area è inoltre inserita in un’area golenale sottoposta ad esondazioni ricorrenti almeno ventennali (per cui il geologo di fiducia del Comune ora ha negato l’evidenza delle ultime esondazioni degli ultimi 60 anni che hanno invaso l’abitato del Comune di Carpignano Sesia fino a 1,3 m di altezza: PRGC 1987= area a rischio esondazione ventennale; Variante 2001= ” ..superfici mai raggiunte dalle acque di esondazione nel corso di eventi di piena storicamente attendibili…”;Variante PRGC 2007= zona a rischio con Tempi di Ritorno 500 anni ). Non a caso la trivella sarebbe posta su una piattaforma ad almeno 2 metri d’altezza dal suolo.
– Vi è un’ingente presenza di acqua potabile ed è una delle zone più pregiate della Provincia: il territorio carpignanese è in “Area di Ricarica” delle falde di acqua potabile: inoltre a ridosso del paese si trova l’unico bacino di falda profonda della Provincia di Novara (1 delle 6 dell’intera Regione), considerata riserva strategica (Provincia di Novara – Valutazione Ambientale Strategica 2009-2018, TAV 10) di acque di falda pregiate ad uso idropotabile di futuro sfruttamento, già ora segnata nel Piano di Tutela delle Acque della Regione Piemonte e fondamentale per gli scenari futuri di mancanze di acque (Piano Tutela Acque -TAV 8). L’area è posta a 450 metri dal pozzo estrattivo dell’acquedotto del Comune di Carpignano Sesia ed a 2 Km dalle prese di falda di superficie dell’acquedotto della città di Novara.
– Vi è un’eccessiva vicinanza dei siti di sondaggio ai centri abitati ( tra i 200 e 300 metri dalle abitazioni di Carpignano e dagli insediamenti produttivi -ad attività agricole, agroalimentari (a 100 metri da un salumificio). Nel raggio di 2 Km vi sono innumerevoli aziende agroalimentari di pregio certificato e nel raggio di 5 Km decine di aziende vitivinicole secolari di produzione vini DOCG.
Sappiamo solo che per la Conferenza di Servizi che si terrà il 7 giugno, l’Organo Tecnico Regionale competente per la Valutazione di Impatto ambientale, ha avanzato alcuni rilievi, tra cui “lo sviluppo da parte del proponente di un quadro conoscitivo approfondito con la puntuale valutazione di merito di tutti i fattori ambientali al fine di definire, attraverso il confronto delle tre postazioni indicate” dall’Eni come localizzazioni alternative per l’ubicazione del pozzo, “la possibilità di scelte alternative con un quadro comparativo sia ambientale sia economico completo”. L’Organo Tecnico ha anche ritenuto “opportuna l’organizzazione di un confronto tra il proponente”, Eni, “ed i soggetti che hanno presentato le osservazioni”. … La Regione sottolinea, lavandosene le mani che, “In caso di conclusione positiva della procedura di VIA in corso, la realizzazione del pozzo esplorativo sarà autorizzata dall’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia“. Chiude, riferendo che l’Eni non realizzerà “un impianto di trattamento del greggio nel Comune di Carpignano Sesia bensì è prevista la costruzione di un oleodotto per il trasporto di greggio all’impianto esistente a Trecate“, che impatterà ulteriormente sul territorio.
Agghiacciante la chiusa: “il progetto è strategico per il sistema energetico nazione” (! se va bene due mesi di petrolio!) che potrà avere anche ricadute positive per i territori interessati, fermo restando la “massima attenzione” per i possibili disastri ambientali. Attenzione ovviamente a prenderne atto, non a prevenirli.
Sottolineo la presenza del particolarmente sorridente vicepresidente Boniperti, che è nativo di Carpignano e residente a Mandello Vitta, ma sembra favorevole all’opera. Per quanto ci riguarda, mentre ancora impazzano autorevoli congetture sulla possibilità di un preciso rapporto causa-effetto tra le trivellazioni e i terremoti dell’Emilia Romagna, procedere su questa strada sembra una violenza inaudita al territorio e al buonsenso che imporrebbe all’Italia di investire sulla sua principale e pulita e rinnovabile fonte energetica, il sole, e di tutelare le riserve d’acqua in un futuro di probabile scarsità.

