La prima riunione notturna di una commissione nella storia del Piemonte. Le opposizioni alla maggioranza di centrodestra in consiglio regionale hanno fatto un bilancio delle 24 ore in commissione per tentare di bloccare l’aumento dell’Irpef che colpirà lavoratrici, lavoratori e pensionati piemontesi che guadagnano tra 1.100 e 2.500 euro netti al mese, dal prossimo anno.
“E’ un’attività che non definirei neanche ostruzionistica – ha esordito la capogruppo regionale PD Gianna Pentenero – perché da giorni stiamo avanzando proposte concrete con emendamenti. Se, come ci hanno detto, è essenziale reperire i 150 milioni per garantire la sopravvivenza del bilancio, noi abbiamo delle proposte che possono sostituire o mitigare fortemente l’aumento dell’Irpef. Non vogliamo che questa proposta passi e che colpisca il ceto medio”.
“Tutta la discussione di questi giorni si basa su un emendamento sull’aumento dell’Irpef che neanche è ancora stato depositato. Per ora invece abbiamo un foglietto sventolato dall’assessore, che non ci ha mai fornito i dettagli dell’operazione tanto hanno paura di fare questa manovra alla luce del sole. L’aumento delle tasse è opera della destra, ad ogni livello di Governo: Tronzano continua a ripetere che l’aumento è necessario a fronte del federalismo fiscale voluto dalla Lega, di cui però non c’è ancora una compiuta normativa, cosa che mette in dubbio anche la promessa da prestigiatori di Cirio e Tronzano di abbassare le aliquote a partire dal 2028. Un aumento tutto al buio, insomma, di cui però faranno le spese i lavoratori e i pensionati piemontesi. Siamo pronte a continuare a fare opposizione e siamo intanto soddisfatte di aver fatto tramontare i piani di Cirio di concludere questo blitz entro luglio” ha aggiunto la capogruppo regionale AVS Alice Ravinale. “La Giunta potrebbe recuperare le somme che oggi chiede ai piemontesi con redditi medi e bassi in tanti altri modi, a partire dall’efficientamento di Finpiemonte su cui proprio ieri è intervenuta la Corte dei Conti, rilevando il cospicuo ammontare di fondi depositati presso la finanziaria regionale e inutilizzati (150 milioni di Euro di fondi inattivi recuperati solo nell’ultimo biennio). Davvero c’è bisogno di spremere lavoratori e pensionati per 140 milioni di Euro l’anno? Lo abbiamo già detto, per noi c’è anche un tema di equità: non è possibile che nel momento in cui si chiedono sacrifici a cittadini e cittadine di redditi medi e bassi la Giunta non abbia il coraggio di applicare l’aliquota massima dell’IRAP ad Amazon e agli altri colossi della logistica, su cui abbiamo proposto di aumentare l’IRAP”, ha concluso Ravinale.
“Cirio aveva promesso di non aumentare le tasse, invece siamo all’ennesima stangata. Dopo l’eliminazione dell’esenzione del bollo auto per veicoli ecologici, ora in piena estate, arriva un provvedimento ben più pesante: l’aumento dell’Irpef. – ha continuato Sarah Disabato, capogruppo M5S -. Cirio annuncia aumenti, ma promette un abbassamento dell’Irpef nel 2028, poco prima delle prossime elezioni, replicando uno schema già visto nella scorsa legislatura. Una manovra, che senza mezzi termini, definiamo una ‘presa per il culo’ nei confronti degli elettori. A fronte di questi sacrifici, non c’è alcun piano chiaro su come verranno utilizzati i fondi: nessun potenziamento dei servizi, né investimenti su sanità, scuola, trasporti o welfare. Anzi, nel frattempo i costi della politica sono aumentati, con circa 13 milioni di euro in più tra nuovi sottosegretari, consiglieri supplenti e staff. La mia proposta, e quella dei colleghi M5S Alberto Unia e Pasquale Coluccio, è chiara: ridurre i costi della politica, razionalizzare le partecipate e gli enti inefficienti. Il centrodestra eviti di mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.
“L’aumento dell’addizionale Irpef è un attacco diretto al ceto medio – ha dichiarato la presidente del Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte, Vittoria Nallo (Italia Viva) -. La maggioranza sta tentando un blitz approfittando della pausa estiva per far passare il provvedimento nel silenzio generale, sperando che i piemontesi non se ne accorgano. Il Governo Meloni e Cirio stanno colpendo proprio quel ceto che Forza Italia diceva di voler difendere. Ma ciò che è davvero inaccettabile è il tentativo del presidente Cirio di distrarre l’opinione pubblica: ha infatti organizzato ben tre conferenze stampa su altro, in una strana settimana quasi agostana in cui parla di tutto pur di non parlare dell’aumento Irpef e di metterci la faccia. È evidente la volontà di coprire l’aumento delle tasse”.
A spiegare le possibili soluzioni per ridurre l’impatto degli aumenti e garantire più servizi è il segretario regionale del PD Piemonte Domenico Rossi: “Basterebbe guardare a cosa accade in Lombardia e Veneto. Perché in Piemonte le imprese che estraggono sabbia, ghiaia e pietre ornamentali pagano oneri molto più bassi? Adeguandoci ai parametri lombardi, si potrebbero incassare 4,8 milioni di euro in più. Un altro esempio: se applicassimo i canoni veneti alle aziende di acque minerali, entrerebbero altri 2 milioni. E prima di chiedere sacrifici al ceto medio, si potrebbe aumentare l’Irap ai grandi gruppi della logistica, che in questi anni sono cresciuti molto in Piemonte. Si può fare molto di più sulla lotta all’evasione e sul recupero di partite arretrate come i bolli auto non pagati”. Secondo Rossi, “Non possiamo chiedere i sacrifici sempre agli stessi. Ci battiamo per una manovra giusta che chieda un piccolo sforzo a tutti a partire da chi in questi anni ha guadagnato di più”.
COMUNICATO CONGIUNTO DEI GRUPPI CONSILIARI DI OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE – PD, AVS, M5S, SUE – SULLA MARATONA IN COMMISSIONE PER OPPORSI ALL’AUMENTO DELL’IRPEF IMPOSTO DALLA GIUNTA CIRIO
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