La censura del Centrodestra si abbatte sul Consiglio regionale.
Questa mattina come gruppi di opposizione abbiamo chiesto l’inserimento all’ordine del giorno di un atto di indirizzo sul riconoscimento dello Stato di Palestina e la pace nella Striscia di Gaza. Fratelli d’Italia ha invece proposto un atto per condannare gli atti di violenza contro la sede del partito in Barriera di Milano. Per portare in discussione i due atti serviva, come da regolamento, il voto favorevole di due terzi del Consiglio. Come minoranza avremmo voluto aprire alla discussione su ambedue i temi, senza nemmeno la necessità di votare l’inserimento, ma ci siamo trovati di fronte al muro di gomma di un Centrodestra che, incapace di sentire ragione, ha bloccato sul nascere la possibilità di prendere posizione sulla crisi umanitaria in corso in Palestina. È per questo che abbiamo votato contro l’inserimento dell’atto di Fratelli d’Italia – che avremmo approvato, come dichiarato nel corso della discussione in aula – così da denunciare la censura operata dal Centrodestra e che, di fatto, ha messo alle strette anche la stessa maggioranza. Infatti sull’attacco alla sede di Fratelli d’Italia e in generale alle sedi di partiti, circoli, realtà sociali anche noi come opposizione abbiamo un documento da mettere in discussione per salvaguardare il dibattito democratico e condannare le violenze.
Mettere il bavaglio alle opposizioni sembra ormai lo sport preferito di chi governa il Piemonte. Quanto accaduto sugli ordini del giorno, infatti, fa il paio con la pratica di “cassare” i question time dei gruppi di minoranza, strumento di controllo principale delle opposizioni in merito all’operato della Giunta Cirio. Il colpo di mano del presidente Nicco, con un’interpretazione restrittiva senza precedenti del regolamento, ha fatto sì che non si discutessero in Aula temi quali i ristori regionali per la filiera della canapa messa a dura prova dal Governo Meloni, le conseguenze sul sistema carcerario piemontese del Decreto Sicurezza, le intenzioni della giunta per fare fronte ai tagli alla manutenzione stradale delle strade, la questione dei medici gettonisti, per i quali la Regione Piemonte ha speso 48 milioni più del doppio rispetto al 2020. E a fronte di questa pretesa di rigore nel valutare la logica delle nostre domande, non riscontriamo altrettanta precisione nei tempi delle risposte di altri tipi di interrogazione, che siamo costretti ad attendere anche mesi.
Oggi, quindi, abbiamo formalizzato la richiesta alla giunta per il regolamento: il regolamento, che su tanti temi vediamo costantemente inapplicato, non può essere utilizzato per mettere il bavaglio alle opposizioni.
Gianna Pentenero, capogruppo Pd
Sarah Disabato, capogruppo M5S
Alice Ravinale, capogruppo Avs
Vittoria Nallo, capogruppo Stati Uniti d’Europa

