lunedì, Settembre 14, 2026

Audizione TRM, Arpa e Ato-R: “incidenti a norma” dell’inceneritore

Oggi in Commissione Ambiente audizione TRM, Arpa e Ato-R si sono succeduti nel gioco delle parti (l’impresa un tempo pubblica, il controllore pubblico e l’immancabile architetto provinciale) per rassicurare i poco interessati consiglieri regionali.

TRM è stata rimbrottata da Arpa per gli innumerevoli errori procedurali che sono seguiti ai 4 guasti che si sono succeduti dall’accensione ad oggi. Una volta non ha funzionato il sistema di blocco automatico, poi il sistema di monitoraggio emissioni non è stato collegato al sistema elettrogeno e quindi si è spento, una volta non è stato comunicato il riavvio di una linea, un’altra volta le temperature si sono abbassate troppo.

Comunque Arpa rassicura: gli sforamenti puntuali quotidiani non avrebbero comportato ripercussioni sulla qualità dell’aria e quindi per la salute. Né in termini relativi alle centraline né in termini assoluti di massa.

Peccato che manchino i dati sugli inquinanti più pericolosi, cancerogeni certi per l’Oms: le diossine e i furani. Questi si accumulano nei grassi animali e quindi in primis nell’uomo. Saranno misurati in futuro e attendiamo con apprensione quei dati, consci che anche i limiti previsti di 100 pg/m3 non sono assolutamente indice di sicurezza, anzi. L’OMS raccomanda di non superare 1 pg/kg di peso corporeo e dal calcolo delle emissioni a camino verrebbero prodotte emissioni per 15 milioni di abitanti. Per questo ho detto al Presidente Robotto che sono fondamentali analisi sul sangue degli esseri umani e sul latte vaccino o materno. D’altra parte gli studi sugli inceneritori esistenti parlano chiaramente: gli inceneritori sono fortemente inquinanti. Bisogna vietare nel raggio di chilometri l’allevamento di animali per alimentazione umana. Qualcosa vorrà pur dire?

Intanto ancora manca il progetto del teleriscaldamento, conditio sine qua non il Comune di Torino ci ha appioppato l’ennesimo impianto insalubre in una delle città più inquinate al mondo (seconda dopo Plovdiv in Bulgaria): vedremo se i cittadini si allacceranno con contratti capestro quando l’obiettivo sarebbe non quello di consumi standard ma di risparmio ed efficienza energetica. E in ultimo, manca ancora lo spostamento della Servizi Industriali, chiesto da tutti gli enti locali.

Insomma sino ad ora avevamo assistito alle dichiarazioni delle “emissioni a norma”, oggi scopriamo pure gli “incidenti a norma”.

L’unica speranza è ridurre i rifiuti a monte e poter spegnere quanto prima questo inutile impianto.

Davide Bono – Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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