Come abbiamo già avuto modo di dire più volte, la Pedemontana è un’opera inutile. Una cinquantina chilometri di asfalto per unire non due territori, ma due autostrade, l’A4 Torino-Milano nei pressi di Santhià e l’A26 Genova-Laghi, per spezzare l’isolamento (?) del biellese. Peccato che se si analizza una cartina, si vede che il biellese è collegato sia verso sud che verso est con due statali, su cui sono stati fatti notevoli miglioramenti (ad esempio a sud la tangenziale biellese). Tali collegamenti potrebbero essere implementati con un decimo di quanto si spenderebbe per la Pedemontana: oltre 1 miliardo di euro. Non sarà infatti una nuova autostrada a pagamento a migliorare la situazione economica del biellese, anzi. E’ noto a tutti, e solo la politica fa finta di niente, che in tempi di crisi gli automobilisti preferiscono usare le statali a gratis piuttosto che le autostrade a pagamento. La realizzazione di tale autostrada comporterà la perdita di vigneti e frutteti, risaie, boschi, parchi in cui la biodiversità di fauna ancora sopravvive e perfino siti di “notevole interesse pubblico” cioè quelli fino ad ora tutelati dal decreto Galassini del 1985, anche per il tramite di almeno due stazioni di servizio che sostituirebbero terreni indicati dagli stessi progettisti come territori legati ad una “filiera agro-alimentare al primo posto in Italia e in Europa”. I metri cubi totali da cavare sono stimati in 7.318.993 (da recuperare in 12 cave del territorio: Borgo d’Ale, Tronzano Vercellese, Santhià, Cavaglià, Alice Castello, Mongrando, Greggio, Balocco, Arborio, Gattinara), mentre servirà una discarica di almeno 1.275.936 mc che non è ancora stata individuata (sarà per caso nuovamente realizzata nel martoriato comune di Cavaglià?), il che darà il definitivo colpo di grazia alle attività economiche ancora esistenti nel basso biellese e nel medio vercellese. Assurdo pensare come, rimanendo nel tema della mobilità, pur lamentando le difficili sorti del sistema ferroviario regionale, nessun investimento sia previsto né sulla ferrovia Biella-Santhià, che ancora giace a binario unico e non elettrificata come ai tempi di Cavour, né sulla ferrovia Biella-Novara, a binario unico e non elettrificata come ai tempi del fascismo, dove, per risparmiare tempo, invece di intervenire sopprimendo i passaggi a livello, si sopprimono le fermate minori. Per non parlare poi della ferrovia Santhià-Arona, già soppressa. Ecco, pensino per un attimo Cota, il centro-destra ed il centro-sinistra (che la settimana scorsa in Aula voleva introdurre nel Collegato alla Finanziaria un emendamento per porre la Pedemontana sotto gli stessi “auspici di ricadute economiche” del Tav Torino-Lyon), se tutto questo ha un senso, al netto degli interessi delle lobbies presenti che sono sia costruttori che cavatori che gestori di discariche che concessionari autostradali (Impregilo-Gavio, Mattioda-CogeFa su tutti) e se possono spiegarlo ai loro elettori. Noi chiediamo un passo indietro su quest’opera, con la progettazione di interventi stradali minori sull’esistente e investimenti ferroviari. Mirko Busto Deputato MoVimento 5 Stelle Davide Bono, Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte MoVimento 5 Stelle Biella Raffaele Vota, Consigliere MoVimento 5 Stelle Arborio — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358 — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358
Pedemontana: opera inutile e dannosa, sia sostituita da miglioramenti della viabilità ordinaria e investimenti sulle linee ferroviarie
Articoli Correlati

