sabato, Aprile 18, 2026

In merito alla diffida a Fabrizio Biolé

Respingo con forza ogni dietrologia sul collegamento di questa diffida al comunicato stampa relativo alla battuta di Beppe Grillo sul "punto G".

Nel MoVimento c'è piena libertà di opinione e di dissentire su temi non oggetto di linea programmatica o di regola "non-statutaria".


La vicenda risale a fine agosto 2012, quando Fabrizio Biolè venne contattato da Beppe Grillo, che gli chiese un passo indietro per permettere di rispettare a livello italiano tutte le regole del MoVimento, in vista della candidatura alle nazionali. Esattamente come nel caso di Boriani, consigliere circoscrizionale di Bologna, Fabrizio aveva infatti svolto in precedenza già più di due mandati, condizione che va contro una delle nostre regole basilari per gli eletti. Boriani venne diffidato il 1 settembre 2012, ora tocca a Fabrizio. 

Certamente lo si sapeva sin dalla candidatura nel 2010, epoca in cui si chiuse un occhio a livello di MoVimento Piemonte per impossibilità a reperire altri candidati nella provincia di Cuneo. Nessuno si immaginava che sarebbero stati eletti due consiglieri: con il senno di poi, sicuramente avremmo fatto diversamente. Ma chi non fa, non sbaglia.


Fatto sta che sia i media che attivisti piemontesi e di altre regioni sottolineavano l'incoerenza del MoVimento con Fabrizio, chiedendone quindi le dimissioni da lungo tempo e quindi non si poteva più andare avanti così. Da fine agosto, sono passati oltre due mesi, in cui Fabrizio ed il gruppo di Cuneo città non sono riusciti a maturare una risposta definitiva, tant'è che si era convenuti su un ultimo tentativo di riscontro per "dopo le elezioni siciliane". Cosa evidentemente non avvenuta, per cui Grillo si è avvalso della diffida a mezzo legale.

Ovviamente ritengo che non sia una scelta semplice, soprattutto per persone appassionate alla politica, com'è il collega Biolè, ma, essendo sicuro che sia inutile recriminare sugli errori fatti nel passato, sono convinto che Fabrizio sappia in cuor suo quale sia la scelta giusta da compiere. Per sè e per il MoVimento. Cioè dare adito ad una catartica turnazione di metà mandato, facendo subentrare il primo dei non eletti (Fabrizio Ghirardi di Alba), continuando ad essere una risorsa preziosa per il Movimento Cinque Stelle qual è stata sin adesso, piuttosto che impuntarsi su formalismi che rischiano di mandare a rotoli il lavoro di tre anni. 

Davide Bono
Capogruppo in Consiglio regionale MoVimento 5 Stelle




Francesca Frediani
347-1498358
Ufficio Stampa
gruppo consiliare regionale
MoVimento 5 Stelle

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