Dalla prima stesura del “Decreto sulla Finanza e il Funzionamento degli Enti Locali”, ritroviamo nella parte dedicata alle Regioni alcune misure già attuate dal Consiglio Regionale Piemontese, come la riduzione del numero di Consiglieri; diverse misure che cerchiamo dal 2010 di introdurre, anche se di molto depotenziate: una tra tutte l’abolizione dei gettoni di presenza e dei rimborsi chilometrici, ma solo per le commissioni permanenti, e ildivieto di cumulo delle indennità, oltre alla trasparenza totale della situazione reddituale di chi ha cariche elettive. E su quest’ultima diciamo: finalmente! Ben venga infine un massiccio e capillare controllo dei bilanci di enti e gruppi consiliari da parte della Corte dei Conti.
Ignorando però, come da prassi consolidata, il pronunciamento referendario dei cittadini italiani che nel 1993 hanno chiesto a gran voce l ‘abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, il Governo penalizza col decreto il MoVimento 5 Stelle, unica forza politica che rinuncia, coerentemente alla volontà popolare espressa, ai rimborsi elettorali (solo il M5S Piemonte ed Emilia Romagna lasceranno in questa legislatura regionale più di un milione e seicentomila euro nelle casse dello Stato): il Consiglio dei Ministri confonde infatti il “costo della democrazia” con il “costo della politica”, prevedendo alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 2 una riduzione dei fondi ai gruppi consiliari regionali piemontesi individuabile nell’ordine di almeno il 70%. Chi però indebitamente incamera i rimborsi elettorali è, grazie allo stesso articolo, autorizzato a compensare con essi la diminuzione dei fondi!
Davide Bono
Fabrizio Biolé
Gruppo Consiliare Regionale MoVimento 5 Stelle


