
Donata Pesenti, direttrice del Museo del Cinema, ha gioco facile a lamentarsi dei 600.000 € di tagli dell’amministrazione comunale (anche se con l’assestamento arriveranno freschi 300.000€). Ma chi ha amministrato il Museo e le sue finanze prima del conferimento dell’incarico alla Pesenti? Non è stato forse Alberto Barbera – nominato infine direttore (artistico) con un iter forzato e in deroga al regolamento – ad amministrare per ben quattordici anni il Museo?
Non sarebbe quindi il caso di mettere sotto la lente anni di gestione per comprendere da dove nascano queste difficoltà di bilancio? E magari non ripetere gli stessi errori avventurandosi in organizzazione di eventi economicamente rischiosi in tempi di vacche magre?
Abbiamo già presentato un’interrogazione sulle operazioni poco sostenibili di quegli anni: lo stipendio di un nuovo direttore gestionale da affiancare al neo consulente-direttore artistico Barbera, l’aumento degli stipendi di ben 20 collaboratori tra cui la nomina di tre nuovi dirigenti per un ammontare di 50.000€ l’anno di nuove spese.
Un quadro dissestato che rivela una mala gestione economica del Museo del Cinema di cui noi parliamo da tempo.

