sabato, Aprile 18, 2026

Ma di che Ronchi parli?


Mercoledì in Aula il PD ha chiesto la moratoria sul decreto Ronchi sbagliato. Sì, avete capito bene, non sulla messa a gara e quindi privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica (il 135/2009), bensì il decreto Ronchi sui rifiuti pericolosi e sugli imballaggi del 1997!! Tra l’altro sono due Ronchi diversi tra loro, uno un Verde, l’altro un ex-Aennino. Comunque, abbiamo chiesto di rettificare il “refuso” (cosa che ovviamente non è stato fatto dall’Ufficio Aula) e quindi abbiamo sottoscritto anche noi la moratoria sbagliata che rimarrà ai posteri!!


A parte gli errori di citazione (chissà chi scrive gli ordini del giorno al PD), la moratoria sulla privatizzazione dell’acqua in attesa dell’esito referendario è stato sonoramente bocciato da PDL e Lega, in un modo che tradisce tutto il loro disprezzo del regolare esercizio democratico degli istituti di partecipazione previsti dalla Carta Costituente. Ma si sa che, fosse per molti di loro, la Costituzione andrebbe cestinata.
Spero che gli elettori di PDL e Lega si rendano conto del clamoroso errore politico compiuto: sarebbe stato assai più intelligente dare la semplice presenza per far passare l’ordine del giorno che chiedeva alla Giunta di spendersi per la moratoria presso il Governo Berlusconi. Gli ordini del giorno sono dei semplici indirizzi che non vincolano per nulla la Giunta nè tanto meno il Governo italiano, ma sicuramente gli oltre 100 mila firmatari piemontesi del referendum acqua pubblica e tutti coloro i quali si considerano democratici si aspettavano qualcosa di più da questa maggioranza. Va inoltre considerato che anche molti sostenitori della Lega Nord hanno firmato per il referendum e molti sindaci e amministrazioni leghiste si tengono ben stretti i loro acquedotti municipali, come nel Biellese, dove si è andati ben oltre la contrapposizione tra pubblico e privato.
Infatti, lungi dal considerare il pubblico come sempre il più efficace e il più efficiente metodo di gestione (consideriamo gli acquedotti italiani che perdono fino al 40% dell’acqua trasportata), non ritenendo auspicabile il privato che cerca di rimunerare il capitale senza controlli, tagliando gli investimenti, riducendo numero e paga dei lavoratori, riducendo i controlli e le qualità delle acque, crediamo che la migliore gestione dei beni comuni sia quella distribuita e partecipata, in cui i singoli cittadini sono proprietari ed amministratori del bene e del servizio pubblico.
Nel frattempo il referendum è stato ritenuto valido dalla Corte di Cassazione e quindi ormai quasi certamente andrà al voto tra il 15 aprile ed il 15 giugno, rischiando di arrivare tardi con l’apertura di bandi di gara per molti acquedotti italiani, aprendo una serie di contenziosi qualora – ma ne siamo certi – il referendum verrà approvato dagli italiani chiamati alle urne.
Iniziamo a prepararci alla campagna referendaria…
Davide Bono

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4 Commenti

  1. l’asineria di chi scrive gli ODG del PD non mi interessa, ma credo che ci sia spazio per fare un altro ODG corretto e chiedere la moratoria del RONCHI giusto.
    Ovviamente se i pidiisti NON la firmeranno, confermeranno quello che stanno facendo ovunque: impadronirsi dell’acqua e dei servizi a scopo privatistico.

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