
Oggi si è svolta la prima seduta congiunta tra Commissione ambiente e Commissione per la promozione della legalità circa l’indagine conoscitiva sugli incendi negli impianti di trattamento rifiuti avvenuti in tutto il Piemonte in questi anni. Il primo soggetto audito è ARPA Piemonte, capofila di una lunga lista che comprende Carabinieri del NOE, Comunità Montane e Province, ATO rifiuti e associazioni di categoria.
Emerge dai dati forniti un quadro allarmante: solo nei biennio 2017 – 2018, su 100 verbali si sopralluogo redatti dall’ARPA, si contano 45 atti di polizia giudiziaria e 11 notizie di reato. La casistica sembra diversificata tra problemi legati all’obsolescenza degli impianti e atti dolosi. Quest’ultimi apparentemente collegabili al trattamento illecito dei rifiuti, principalmente per problemi di collocazione sul mercato del materiale da riciclare.
Su questo aspetto ha posto l’attenzione il Movimento 5 Stelle, in particolare sulla necessità di dare attuazione ai principi dell’economia circolare, sin dalla progettazione dei materiali di consumo e degli imballaggi.
Già dal primo incontro emerge chiara la necessità di un’azione della Regione verso il Governo e l’Unione Europea per definire un codice di progettazione dei materiali immessi sul mercato e di influenzare, anche attraverso una leva fiscale, la produzione di beni composti da materiali facilmente separabili, riutilizzabili e riciclabili per cui esista una seconda vita.
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Francesca Frediani, Capogruppo regionale M5S Piemonte

