martedì, Luglio 21, 2026

PARCO SALUTE, PRIME CONSEGUENZE DI UN PROGETTO FOLLE: DIMEZZATI I POSTI LETTO. E SUL DESTINO DELLE MOLINETTE NESSUNA CERTEZZA

Parco della Salute, posti letto dimezzati

Da due anni denunciamo il progetto folle di Chiamparino sul nuovo Parco della Salute, ed ora arrivano le prime conferme: i posti dell’area materno-infantile saranno dimezzati. Stessa sorte per tutti gli altri settori, complessivamente si passerà dagli attuali 2.300 a circa mille e si perderanno eccellenze come CTO e centro grandi ustionati. Un disastro per cittadini, pazienti ed operatori. Facile prevedere i risultati con un aumento delle liste d’attesa e la perdita di attrattività da altre regioni. Il tutto mentre la Giunta regionale chiude accordi con i privati per reperire fondi, costi che avranno pesanti ripercussioni sul bilancio già in profondo rosso dell’Azienda sanitaria.

A ciò si aggiunge la nebbia fitta sul futuro degli stabili delle Molinette. Che fine faranno? A riguardo non vi è alcuna certezza. La delibera del Comune di Torino con cui si auspica di far ripartire una rigenerazione urbana, ad oggi, è solo una buona intenzione messa nera su bianco. Di fatto però non ci sono fondi disponibili né da parte della Regione e nemmeno dall’università. Il rischio che l’intero complesso finisca per restare nell’assoluto degrado è decisamente concreto.

Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Sanità

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4 Commenti

  1. Mi permetto di intervenire su questo argomento partendo prima da un commento
    sulle dimissioni di Paolo Giordana per sollevare una serie di questioni ben più
    importanti e gravi nella gestione politica del M5S a Torino e in Piemonte, che
    comprendono per l’appunto anche e soprattutto la questione Parco della Salute.

    Abbiate la pazienza di leggere e vedrete che si arriverà al punto.

    Innanzi tutto credo che ancora una volta, come per altro già accaduto in
    passato anche ad esponenti politici di altre compagini, accadano fatti davvero
    singolari e nel contempo eclatanti che dimostrano come alcune persone che si
    dedicano alla vita politica cercando, con i loro limiti, pregi e difetti, di
    fronteggiare i poteri forti e malavitosi che da decenni di fatto governano direttamente
    o indirizzano le decisioni politiche di questa nazione, delle sue regioni,
    delle piccole o grandi realtà locali, con la esclusiva finalità di accrescere
    esponenzialmente il loro potere economico, a discapito dei cittadini e
    saccheggiando i denari pubblici, vengono intercettati, indagati, messi al
    pubblico ludibrio e costretti alle dimissioni prima ancora di una sentenza,
    spesso anche forzatamente condannati in sede processuale pur in presenza di
    prove flebili o inconsistenti, al solo fine di non smentire la costruzione
    accusatoria di alcune magistrature, e soprattutto con l’evidente intento di
    eliminare la loro fastidiosa e non allineata figura, dalla scena politica.

    Ovviamente non sto cercando alcuna assonanza tra queste persone, delle quali
    Paolo è diventato un

    esponente, e soggetti con le caratteristiche del ben più famoso cavaliere di
    Arcore, o altri che volenti o nolenti hanno commesso illeciti mostruosi ed
    evidenti, per i quali sono a volte persino stati assolti esclusivamente grazie
    ad abili artifizi interpretativi delle leggi e delle loro procedure, sia
    chiaro.

    Detto ciò io non riesco a comprendere come sia possibile che il movimento non
    prenda posizione,

    con i suoi attuali esponenti di spicco a livello nazionale, per sottolineare
    queste situazioni.

    Ammesso e non concesso che effettivamente un capo gabinetto del comune abbia
    esercitato un suo

    ipotetico potere per far togliere una multa da 90 euro ad un amico, ammesso che
    venga accertata la assoluta illiceità etica, morale, e quant’altro di questo
    comportamento, ammesso che questo possa comportare un eventuale indagine per un
    presunto reato che, con la mia minima esperienza in ambito giuridico, non ho
    idea su quali basi potrebbe essere sostenuto, ma per il quale , non c’è bisogno

    di essere giuristi, un eventuale apertura di procedimento determinerebbe un
    costo per la pubblica amministrazione assolutamente sproporzionato rispetto
    all’entità del “reato”, come si fa a non commentare descrivendo in modo limpido
    questo paradosso?

    Ci si deve vergognare e dimettere per una sciocchezza di questo tipo?

    Attenzione fosse assolutamente vera non la giustifico, non mi piace, ma santo
    cielo non cambierebbe il mio giudizio su Giordana e soprattutto non mi
    consentirebbe di paragonarlo alle tonnellate di truffatori che popolano la
    politica, che da anni commettono illeciti spaventosamente più gravi, dei quali
    sono e siamo a

    perfetta conoscenza, per i quali non riusciamo quasi mai ad ottenere prove
    testimoniali ed intercettazioni, ma a volte persino indagini serie a fronte di
    prove e testimonianze.

    E’ possibile che il Movimento accetti silenzioso o quasi una condizione di
    questo genere? Mi spiegate perché?

    Detto ciò vi espongo il mio pensiero in merito a quelle che ho definito
    questioni ben più importanti

    nella premessa . Ho conosciuto Paolo e Chiara, ben prima della loro vittoria
    alle Comunali. Li ho sostenuti, non tanto perché mi avessero pienamente
    convinto come persone, ma perché affascinato dal loro “librettino” e
    soprattutto dal loro programma elettorale ove si esponevano esplicitamente
    contro alcune decisioni strategiche importanti per la vita della città, volute
    e messe in atto dal sindaco Fassino e soprattutto dal governatore della Regione
    Chiamparino.

    Tra queste mi vedevano felicemente allineato e disponibile ad una
    collaborazione soprattutto nella

    questione relativa alla folle realizzazione del fantomatico “ Parco della
    Salute” sugli ex terreni di Fiat Avio.

    Tenete presente che mi occupo ormai da quasi vent’anni di politica sanitaria
    sia come membro, oggi vice presidente dell’ordine, sia come sindacalista
    aziendale, regionale ed ora nazionale di un sindacato medico.

    Grazie a ciò sono stato messo nelle condizioni di conoscere praticamente tutti
    gli esponenti politici regionali e comunali di spicco degli ultimi vent’anni,
    da Ghigo a Chiamparino, dall’assessore D’Ambrosio a Saitta, da Castellani a
    ovviamente Chiara.

    Unica differenza, con tutti gli altri non mi sono mai presentato loro prima
    delle elezioni con l’intento di sostenerli, ma sempre dopo per motivi
    istituzionali con la missione di richiamarli al loro dovere politico di
    interfacciarsi con le istituzioni che rappresentavo, per almeno condividere le
    decisioni strategiche in materia

    di sanità, e soprattutto per indurli a mettere in atto quei pochi punti dei
    loro programmi elettorali che ci vedevano, anche se in minima parte, concordi,
    in quanto effettivamente seppur ipoteticamente, utili alla tutela della
    professione medica ed alla conservazione di un diritto fondamentale della
    costituzione che è la salute dei cittadini.

    Con tutti ho verificato in brevissimo tempo un rapido volta faccia, non tanto
    nei miei confronti, ma nei confronti delle istituzioni che rappresentavo.

    La chiarezza del programma elettorale del M5S al proposito, tra l’altro ben sostenuto
    da Guido

    Montanari , mi faceva ben sperare e per questo motivo ho fatto una cosa mai
    avvenuta per tutti gli altri esponenti politici di cui sopra. Ho fornito
    l’opportunità a Chiara e Guido, una volta eletti, di allacciare un rapporto
    anomalo e singolare proprio con l’OMCeO Torino, invitandoli al cospetto delle
    cariche presso la nostra sede.

    Già l’articolarsi di questo invito ed incontro mi ha messo in leggero allarme.
    Spostato all’ultimo momento da Chiara di circa un mese, realizzatosi in modo piuttosto
    sfuggente circa un mese dopo, con una presenza puntuale di Guido ma in forte
    ritardo e di poco più di mezz’ora di Chiara.

    Promesse di incontri e confronti a breve e continui, mai verificatisi.

    In sostanza comportamento analogo a tutti gli esponenti politici di cui sopra
    ma con una sostanziale

    differenza. Con gli altri non c’era assonanza con il loro programma elettorale
    ma una direi sostanziale conflittualità che poteva giustificare una loro
    riluttanza ad interfacciarsi con noi.

    In questo caso il discorso era ben diverso, la assonanza era pressoché
    completa, anche se

    istituzionalmente l’Ordine dei Medici al momento dell’incontro non avrebbe
    potuto schierarsi apertamente contro il Progetto Parco della Salute,
    semplicemente perché privo degli elementi sostanziali per confutarne
    tecnicamente la fattibilità della realizzazione, benché fosse piuttosto
    evidente anche ad occhi poco esperti la scelleratezza del progetto stesso.

    Ho cercato in qualche modo e discretamente di sollecitare Chiara e Paolo di cui
    posseggo da sempre il cellulare, passando anche attraverso Davide Bono, che
    notoriamente è medico e si sta occupando della questione a livello Regionale,
    come si vede anche da questo suo pezzo, ma con una difficoltà immane.

    Zero assoluto da parte di Chiara Paolo e Guido, un minimo di attenzione da
    parte di Davide con progetti di collaborazione soprattutto per la realizzazione
    di un convegno ad hoc che intenderebbe organizzare a breve.

    Dal punto di vista sostanziale però le decisioni prese ufficialmente da Chiara
    e Guido sono, almeno all’apparenza e nell’evidenza dei fatti, contrarie a
    quanto professato in campagna elettorale.

    Hanno concesso la variante urbanistica e in qualche modo hanno direttamente o
    indirettamente

    avvallato il progetto Parco della Salute.

    Ecco, sono stato prolisso ma ritenevo giusto spiegare bene i fatti, ed
    onestamente non sono nemmeno stato così dettagliato.

    A me e credo a tutte le persone intelligenti ed oneste che popolano questa
    città e che conoscono

    anche solo per grandi linee le questioni politiche, non solo sanitarie,
    comunali e regionali, non scandalizza la richiesta di togliere una multa ad un
    amico e vi dirò persino l’ipotetica carenza di coordinamento nei fatti di

    Piazza San Carlo, che è stata imputata a Paolo.

    Ci ha preoccupato e cipreoccupa invece fin dall’inizio questa mai nascosta vicinanza
    con uno dei due

    poteri “ banditi “ che governano regione e città da quasi cento anni.

    Ci preoccupa la vicinanza al sistema Torino che non è solo testimoniata dalla
    assidua frequentazione

    pubblica di Chiara con la signora Christillin, ma anche da altre questioni tra
    cui, tanto per indicare la cosa più eclatante, le reali motivazioni che hanno
    indotto Lei e Paolo ad accettare di realizzare lo sciagurato evento di Piazza
    San Carlo.

    E ci preoccupa soprattutto questo atteggiamento remissivo quasi connivente con
    la realizzazione del Parco della Salute, dove l’intento regionale è quello di
    andare a coprire un enorme buco economico e non solo, frutto di un illecito
    ennesimo favore fatto dai precedenti ed attuali governi regionali e locali alla

    famiglia Agnelli.

    Ma la cosa più grave è che il tentativo disperato e per certi versi persino
    violento di voler

    dimostrare la virtuosità di questo progetto, ma soprattutto di realizzarlo,
    sembra palesemente nascere da una connivenza con un secondo potere che si è
    fatto ormai ampiamente strada nel governare soprattutto la sanità regionale
    piemontese.

    Mi riferisco a quello di pseudo imprenditori edili e di società di servizi, di
    diretta o indiretta provenienza discutibile ( ben descritti da Nicola Gratteri
    nel suo libro” Padrini e Padroni”) aggregatisi agli “imprenditori” della sanità
    privata e ben tollerati dal sistema Torino, il quale si uniforma solo perché
    già connivente con loro in passato nella realizzazione di altre opere pubbliche
    e private ( leggasi la riqualificazione del quadrilatero) ma soprattutto perché
    il progetto di fatto li solleva definitivamente dalle loro primordiali
    responsabilità, che li avrebbe dovuti vedere acquirenti del terreno di Fiat
    Avio ad un prezzo nettamente inferiore e già completamente bonificato ad opera
    degli storici proprietari.

    Questo è il comportamento discutibile e incomprensibile di Chiara e dei suoi
    collaboratori,

    non le sciocchezze finite sui giornali.

    Davide mi ha spiegato che probabilmente tutto nasce da una sorta di ricatto politico
    da parte di

    Chiamparino dal quale passano necessariamente risorse economiche da girare al
    comune per la realizzazione di progetti essenziali nell’amministrazione della
    Città.

    Va bene! Fosse anche? Perché non sbandierarlo ai quattro venti? Ma soprattutto
    perché non raccogliere

    la mano tesa di un rappresentante autorevole di un Ordine Professionale per
    provare a studiare un percorso che mini questo progetto prima che partano gare,
    stanziamenti, affidamenti che ad un certo punto sarà difficile fermare se non
    ad un caro prezzo per le casse della regione e del comune e quindi dei cittadini?

    E’ possibile in ultimo che non ci sia nessuno all’interno del Movimento che
    abbia un minimo di competenza da poter denunciare pubblicamente e più volte
    anche le altre grossolane anomalie di questo progetto, vale a dire – il fatto
    che si costruisca su un terreno la cui entità del noto inquinamento non è stata
    ancora accertata ed i cui costi di bonifica non sono noti, – l’assenza di uno
    studio di fattibilità non solo della struttura ma anche del relativo
    all’impatto architettonico ed ambientale sul quartiere, sulla sostenibilità
    reale della viabilità e degli accessi, – la palese tendenza a
    giustificare una serie di forzature nel non seguire le procedure normali nel
    realizzare e finanziare il progetto, vendendo ai profani e non come un meccanismo
    virtuoso quello della partnership con i privati ( projet financing) che non
    hanno assolutamente a cuore l’interesse della collettività ma certamente quello
    delle loro tasche, il che è probabilmente è una delle vere motivazioni per cui
    si spinge su questo progetto – l’ulteriore abbattimento di posti letto da 2600
    e forse più a circa 1200, che ancora una volta solo Davide sottolinea ma in uno
    strumento mediatico ristretto come questo ?

    L’ordine ha denunciato pubblicamente con documenti agli atti e pubblicati
    ben tre anni fa le anomalie dei piani di riordino della rete Ospedaliera e del
    Territorio, nonché le anomalie dei piani di rientro. Non sono documenti
    secretati. Davide li possiede, e soprattutto non essendo di provenienza
    politica potevano essere utilizzati tranquillamente dal Movimento, nessuno
    avrebbe potuto addurre un qualsiasi sorta di alleanza politica fra l’ordine ed
    il Movimento stesso.

    Ecco ho esposto il mio articolato pensiero.

    Mi auguro non sia lettera morta e soprattutto che non influisca la mia figura
    di rappresentante di un Ordine professionale e di un sindacato, soggetti
    fortemente criticati dal movimento con proposte addirittura di abolizione.
    Voglio sperare che quanto ha più volte affermato Di Battista pubblicamente sia
    la vera linea del Movimento. Non è possibile mettere in discussione
    l’importanza e la necessità strategica dell’esistenza di Associazioni
    Sindacali, Ordini e Collegi, solo perché in questi anni molti di coloro che li
    hanno governati non sono stati all’altezza dei principi che li muovono,
    avvilendoli, riducendoli spesso a semplice strumento di visibilità e scalata
    politica personale. Non si può discutere una istituzione solo perché male
    governata.

    E’ esattamente come dire eliminiamo la Politica ed ogni forma di Governo ed
    Amministrazione perché sono il crogiolo di piccoli e grandi truffaldini.

    Il M5S sta cercando d fare si che la Politica ed i Governi vengano popolati da
    persone oneste e

    responsabili, o sbaglio?

    E’ esattamente quello che sto cercando di fare io con alcuni miei colleghi da
    anni nei nostri

    ristretti ambiti, con tanta fatica e tra l’altro pagandolo anche a caro prezzo.

    Vediamo di darci una mano.

    Cordialmente

  2. Parco della salute, case della salute, tutto per dire il nulla. Ebbene sarebbe utile analizzare i costi e i fabbisogni standard nel settore sanitario , cioè il fabbisogno sanitario standard va a costituire l’ammontare delle risorse che necessitano ad assicurare i livelli minimi di assistenza, così chiamati “LEA”. andiamo a vedere i valori di costo delle varie Regioni, e da li si riprovammo con attenzione nell’interesse dei pazienti, non di altri interessi.

  3. Certo, gli anziani non possono piu’ curarsi, gli invalidi non hanno aiuti ne’ assistenza, due centri ospedalieri sono gia’ stati chiusi, le attese al pronto soccorso mettono a rischio la vita delle persone, tagliamo altri posti di lavoro nell’ex capitale dell’auto e del tessile.
    In momenti di crisi come questa che stiamo vivendo, non so perche’ ma l’edilizia pubblica mi fa venire in mente guadagni illeciti. O mafia.
    Chiamparino, possibile che continui a mangiarci in testa cosi’ impunito?
    Saitta, vergognati a parlare di eccellenza ospedaliera

  4. In Piemonte non si vive di certo con servizi super. Vi è una situazione instabile sia per tempi che per altre situazioni. Nel VCO, per interventi di vario genere, si ricorre alla mobilità passiva verso la vicina Lombardia.

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