
Parco della Salute, posti letto dimezzati
Da due anni denunciamo il progetto folle di Chiamparino sul nuovo Parco della Salute, ed ora arrivano le prime conferme: i posti dell’area materno-infantile saranno dimezzati. Stessa sorte per tutti gli altri settori, complessivamente si passerà dagli attuali 2.300 a circa mille e si perderanno eccellenze come CTO e centro grandi ustionati. Un disastro per cittadini, pazienti ed operatori. Facile prevedere i risultati con un aumento delle liste d’attesa e la perdita di attrattività da altre regioni. Il tutto mentre la Giunta regionale chiude accordi con i privati per reperire fondi, costi che avranno pesanti ripercussioni sul bilancio già in profondo rosso dell’Azienda sanitaria.
A ciò si aggiunge la nebbia fitta sul futuro degli stabili delle Molinette. Che fine faranno? A riguardo non vi è alcuna certezza. La delibera del Comune di Torino con cui si auspica di far ripartire una rigenerazione urbana, ad oggi, è solo una buona intenzione messa nera su bianco. Di fatto però non ci sono fondi disponibili né da parte della Regione e nemmeno dall’università. Il rischio che l’intero complesso finisca per restare nell’assoluto degrado è decisamente concreto.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Sanità


Mi permetto di intervenire su questo argomento partendo prima da un commento
sulle dimissioni di Paolo Giordana per sollevare una serie di questioni ben più
importanti e gravi nella gestione politica del M5S a Torino e in Piemonte, che
comprendono per l’appunto anche e soprattutto la questione Parco della Salute.
Abbiate la pazienza di leggere e vedrete che si arriverà al punto.
Innanzi tutto credo che ancora una volta, come per altro già accaduto in
passato anche ad esponenti politici di altre compagini, accadano fatti davvero
singolari e nel contempo eclatanti che dimostrano come alcune persone che si
dedicano alla vita politica cercando, con i loro limiti, pregi e difetti, di
fronteggiare i poteri forti e malavitosi che da decenni di fatto governano direttamente
o indirizzano le decisioni politiche di questa nazione, delle sue regioni,
delle piccole o grandi realtà locali, con la esclusiva finalità di accrescere
esponenzialmente il loro potere economico, a discapito dei cittadini e
saccheggiando i denari pubblici, vengono intercettati, indagati, messi al
pubblico ludibrio e costretti alle dimissioni prima ancora di una sentenza,
spesso anche forzatamente condannati in sede processuale pur in presenza di
prove flebili o inconsistenti, al solo fine di non smentire la costruzione
accusatoria di alcune magistrature, e soprattutto con l’evidente intento di
eliminare la loro fastidiosa e non allineata figura, dalla scena politica.
Ovviamente non sto cercando alcuna assonanza tra queste persone, delle quali
Paolo è diventato un
esponente, e soggetti con le caratteristiche del ben più famoso cavaliere di
Arcore, o altri che volenti o nolenti hanno commesso illeciti mostruosi ed
evidenti, per i quali sono a volte persino stati assolti esclusivamente grazie
ad abili artifizi interpretativi delle leggi e delle loro procedure, sia
chiaro.
Detto ciò io non riesco a comprendere come sia possibile che il movimento non
prenda posizione,
con i suoi attuali esponenti di spicco a livello nazionale, per sottolineare
queste situazioni.
Ammesso e non concesso che effettivamente un capo gabinetto del comune abbia
esercitato un suo
ipotetico potere per far togliere una multa da 90 euro ad un amico, ammesso che
venga accertata la assoluta illiceità etica, morale, e quant’altro di questo
comportamento, ammesso che questo possa comportare un eventuale indagine per un
presunto reato che, con la mia minima esperienza in ambito giuridico, non ho
idea su quali basi potrebbe essere sostenuto, ma per il quale , non c’è bisogno
di essere giuristi, un eventuale apertura di procedimento determinerebbe un
costo per la pubblica amministrazione assolutamente sproporzionato rispetto
all’entità del “reato”, come si fa a non commentare descrivendo in modo limpido
questo paradosso?
Ci si deve vergognare e dimettere per una sciocchezza di questo tipo?
Attenzione fosse assolutamente vera non la giustifico, non mi piace, ma santo
cielo non cambierebbe il mio giudizio su Giordana e soprattutto non mi
consentirebbe di paragonarlo alle tonnellate di truffatori che popolano la
politica, che da anni commettono illeciti spaventosamente più gravi, dei quali
sono e siamo a
perfetta conoscenza, per i quali non riusciamo quasi mai ad ottenere prove
testimoniali ed intercettazioni, ma a volte persino indagini serie a fronte di
prove e testimonianze.
E’ possibile che il Movimento accetti silenzioso o quasi una condizione di
questo genere? Mi spiegate perché?
Detto ciò vi espongo il mio pensiero in merito a quelle che ho definito
questioni ben più importanti
nella premessa . Ho conosciuto Paolo e Chiara, ben prima della loro vittoria
alle Comunali. Li ho sostenuti, non tanto perché mi avessero pienamente
convinto come persone, ma perché affascinato dal loro “librettino” e
soprattutto dal loro programma elettorale ove si esponevano esplicitamente
contro alcune decisioni strategiche importanti per la vita della città, volute
e messe in atto dal sindaco Fassino e soprattutto dal governatore della Regione
Chiamparino.
Tra queste mi vedevano felicemente allineato e disponibile ad una
collaborazione soprattutto nella
questione relativa alla folle realizzazione del fantomatico “ Parco della
Salute” sugli ex terreni di Fiat Avio.
Tenete presente che mi occupo ormai da quasi vent’anni di politica sanitaria
sia come membro, oggi vice presidente dell’ordine, sia come sindacalista
aziendale, regionale ed ora nazionale di un sindacato medico.
Grazie a ciò sono stato messo nelle condizioni di conoscere praticamente tutti
gli esponenti politici regionali e comunali di spicco degli ultimi vent’anni,
da Ghigo a Chiamparino, dall’assessore D’Ambrosio a Saitta, da Castellani a
ovviamente Chiara.
Unica differenza, con tutti gli altri non mi sono mai presentato loro prima
delle elezioni con l’intento di sostenerli, ma sempre dopo per motivi
istituzionali con la missione di richiamarli al loro dovere politico di
interfacciarsi con le istituzioni che rappresentavo, per almeno condividere le
decisioni strategiche in materia
di sanità, e soprattutto per indurli a mettere in atto quei pochi punti dei
loro programmi elettorali che ci vedevano, anche se in minima parte, concordi,
in quanto effettivamente seppur ipoteticamente, utili alla tutela della
professione medica ed alla conservazione di un diritto fondamentale della
costituzione che è la salute dei cittadini.
Con tutti ho verificato in brevissimo tempo un rapido volta faccia, non tanto
nei miei confronti, ma nei confronti delle istituzioni che rappresentavo.
La chiarezza del programma elettorale del M5S al proposito, tra l’altro ben sostenuto
da Guido
Montanari , mi faceva ben sperare e per questo motivo ho fatto una cosa mai
avvenuta per tutti gli altri esponenti politici di cui sopra. Ho fornito
l’opportunità a Chiara e Guido, una volta eletti, di allacciare un rapporto
anomalo e singolare proprio con l’OMCeO Torino, invitandoli al cospetto delle
cariche presso la nostra sede.
Già l’articolarsi di questo invito ed incontro mi ha messo in leggero allarme.
Spostato all’ultimo momento da Chiara di circa un mese, realizzatosi in modo piuttosto
sfuggente circa un mese dopo, con una presenza puntuale di Guido ma in forte
ritardo e di poco più di mezz’ora di Chiara.
Promesse di incontri e confronti a breve e continui, mai verificatisi.
In sostanza comportamento analogo a tutti gli esponenti politici di cui sopra
ma con una sostanziale
differenza. Con gli altri non c’era assonanza con il loro programma elettorale
ma una direi sostanziale conflittualità che poteva giustificare una loro
riluttanza ad interfacciarsi con noi.
In questo caso il discorso era ben diverso, la assonanza era pressoché
completa, anche se
istituzionalmente l’Ordine dei Medici al momento dell’incontro non avrebbe
potuto schierarsi apertamente contro il Progetto Parco della Salute,
semplicemente perché privo degli elementi sostanziali per confutarne
tecnicamente la fattibilità della realizzazione, benché fosse piuttosto
evidente anche ad occhi poco esperti la scelleratezza del progetto stesso.
Ho cercato in qualche modo e discretamente di sollecitare Chiara e Paolo di cui
posseggo da sempre il cellulare, passando anche attraverso Davide Bono, che
notoriamente è medico e si sta occupando della questione a livello Regionale,
come si vede anche da questo suo pezzo, ma con una difficoltà immane.
Zero assoluto da parte di Chiara Paolo e Guido, un minimo di attenzione da
parte di Davide con progetti di collaborazione soprattutto per la realizzazione
di un convegno ad hoc che intenderebbe organizzare a breve.
Dal punto di vista sostanziale però le decisioni prese ufficialmente da Chiara
e Guido sono, almeno all’apparenza e nell’evidenza dei fatti, contrarie a
quanto professato in campagna elettorale.
Hanno concesso la variante urbanistica e in qualche modo hanno direttamente o
indirettamente
avvallato il progetto Parco della Salute.
Ecco, sono stato prolisso ma ritenevo giusto spiegare bene i fatti, ed
onestamente non sono nemmeno stato così dettagliato.
A me e credo a tutte le persone intelligenti ed oneste che popolano questa
città e che conoscono
anche solo per grandi linee le questioni politiche, non solo sanitarie,
comunali e regionali, non scandalizza la richiesta di togliere una multa ad un
amico e vi dirò persino l’ipotetica carenza di coordinamento nei fatti di
Piazza San Carlo, che è stata imputata a Paolo.
Ci ha preoccupato e cipreoccupa invece fin dall’inizio questa mai nascosta vicinanza
con uno dei due
poteri “ banditi “ che governano regione e città da quasi cento anni.
Ci preoccupa la vicinanza al sistema Torino che non è solo testimoniata dalla
assidua frequentazione
pubblica di Chiara con la signora Christillin, ma anche da altre questioni tra
cui, tanto per indicare la cosa più eclatante, le reali motivazioni che hanno
indotto Lei e Paolo ad accettare di realizzare lo sciagurato evento di Piazza
San Carlo.
E ci preoccupa soprattutto questo atteggiamento remissivo quasi connivente con
la realizzazione del Parco della Salute, dove l’intento regionale è quello di
andare a coprire un enorme buco economico e non solo, frutto di un illecito
ennesimo favore fatto dai precedenti ed attuali governi regionali e locali alla
famiglia Agnelli.
Ma la cosa più grave è che il tentativo disperato e per certi versi persino
violento di voler
dimostrare la virtuosità di questo progetto, ma soprattutto di realizzarlo,
sembra palesemente nascere da una connivenza con un secondo potere che si è
fatto ormai ampiamente strada nel governare soprattutto la sanità regionale
piemontese.
Mi riferisco a quello di pseudo imprenditori edili e di società di servizi, di
diretta o indiretta provenienza discutibile ( ben descritti da Nicola Gratteri
nel suo libro” Padrini e Padroni”) aggregatisi agli “imprenditori” della sanità
privata e ben tollerati dal sistema Torino, il quale si uniforma solo perché
già connivente con loro in passato nella realizzazione di altre opere pubbliche
e private ( leggasi la riqualificazione del quadrilatero) ma soprattutto perché
il progetto di fatto li solleva definitivamente dalle loro primordiali
responsabilità, che li avrebbe dovuti vedere acquirenti del terreno di Fiat
Avio ad un prezzo nettamente inferiore e già completamente bonificato ad opera
degli storici proprietari.
Questo è il comportamento discutibile e incomprensibile di Chiara e dei suoi
collaboratori,
non le sciocchezze finite sui giornali.
Davide mi ha spiegato che probabilmente tutto nasce da una sorta di ricatto politico
da parte di
Chiamparino dal quale passano necessariamente risorse economiche da girare al
comune per la realizzazione di progetti essenziali nell’amministrazione della
Città.
Va bene! Fosse anche? Perché non sbandierarlo ai quattro venti? Ma soprattutto
perché non raccogliere
la mano tesa di un rappresentante autorevole di un Ordine Professionale per
provare a studiare un percorso che mini questo progetto prima che partano gare,
stanziamenti, affidamenti che ad un certo punto sarà difficile fermare se non
ad un caro prezzo per le casse della regione e del comune e quindi dei cittadini?
E’ possibile in ultimo che non ci sia nessuno all’interno del Movimento che
abbia un minimo di competenza da poter denunciare pubblicamente e più volte
anche le altre grossolane anomalie di questo progetto, vale a dire – il fatto
che si costruisca su un terreno la cui entità del noto inquinamento non è stata
ancora accertata ed i cui costi di bonifica non sono noti, – l’assenza di uno
studio di fattibilità non solo della struttura ma anche del relativo
all’impatto architettonico ed ambientale sul quartiere, sulla sostenibilità
reale della viabilità e degli accessi, – la palese tendenza a
giustificare una serie di forzature nel non seguire le procedure normali nel
realizzare e finanziare il progetto, vendendo ai profani e non come un meccanismo
virtuoso quello della partnership con i privati ( projet financing) che non
hanno assolutamente a cuore l’interesse della collettività ma certamente quello
delle loro tasche, il che è probabilmente è una delle vere motivazioni per cui
si spinge su questo progetto – l’ulteriore abbattimento di posti letto da 2600
e forse più a circa 1200, che ancora una volta solo Davide sottolinea ma in uno
strumento mediatico ristretto come questo ?
L’ordine ha denunciato pubblicamente con documenti agli atti e pubblicati
ben tre anni fa le anomalie dei piani di riordino della rete Ospedaliera e del
Territorio, nonché le anomalie dei piani di rientro. Non sono documenti
secretati. Davide li possiede, e soprattutto non essendo di provenienza
politica potevano essere utilizzati tranquillamente dal Movimento, nessuno
avrebbe potuto addurre un qualsiasi sorta di alleanza politica fra l’ordine ed
il Movimento stesso.
Ecco ho esposto il mio articolato pensiero.
Mi auguro non sia lettera morta e soprattutto che non influisca la mia figura
di rappresentante di un Ordine professionale e di un sindacato, soggetti
fortemente criticati dal movimento con proposte addirittura di abolizione.
Voglio sperare che quanto ha più volte affermato Di Battista pubblicamente sia
la vera linea del Movimento. Non è possibile mettere in discussione
l’importanza e la necessità strategica dell’esistenza di Associazioni
Sindacali, Ordini e Collegi, solo perché in questi anni molti di coloro che li
hanno governati non sono stati all’altezza dei principi che li muovono,
avvilendoli, riducendoli spesso a semplice strumento di visibilità e scalata
politica personale. Non si può discutere una istituzione solo perché male
governata.
E’ esattamente come dire eliminiamo la Politica ed ogni forma di Governo ed
Amministrazione perché sono il crogiolo di piccoli e grandi truffaldini.
Il M5S sta cercando d fare si che la Politica ed i Governi vengano popolati da
persone oneste e
responsabili, o sbaglio?
E’ esattamente quello che sto cercando di fare io con alcuni miei colleghi da
anni nei nostri
ristretti ambiti, con tanta fatica e tra l’altro pagandolo anche a caro prezzo.
Vediamo di darci una mano.
Cordialmente
Parco della salute, case della salute, tutto per dire il nulla. Ebbene sarebbe utile analizzare i costi e i fabbisogni standard nel settore sanitario , cioè il fabbisogno sanitario standard va a costituire l’ammontare delle risorse che necessitano ad assicurare i livelli minimi di assistenza, così chiamati “LEA”. andiamo a vedere i valori di costo delle varie Regioni, e da li si riprovammo con attenzione nell’interesse dei pazienti, non di altri interessi.
Certo, gli anziani non possono piu’ curarsi, gli invalidi non hanno aiuti ne’ assistenza, due centri ospedalieri sono gia’ stati chiusi, le attese al pronto soccorso mettono a rischio la vita delle persone, tagliamo altri posti di lavoro nell’ex capitale dell’auto e del tessile.
In momenti di crisi come questa che stiamo vivendo, non so perche’ ma l’edilizia pubblica mi fa venire in mente guadagni illeciti. O mafia.
Chiamparino, possibile che continui a mangiarci in testa cosi’ impunito?
Saitta, vergognati a parlare di eccellenza ospedaliera
In Piemonte non si vive di certo con servizi super. Vi è una situazione instabile sia per tempi che per altre situazioni. Nel VCO, per interventi di vario genere, si ricorre alla mobilità passiva verso la vicina Lombardia.