
In Piemonte la filiera di gestione della plastica da raccolta urbana è in crisi a causa dell’eccesso di scarto della raccolta differenziata. Un problema grave che si può risolvere solo migliorando la qualità della raccolta, tuttora di pessima qualità nella maggioranza dei comuni piemontesi.
La differenza tra una raccolta stradale classica e una domiciliare con tariffazione puntuale, può comportare anche una riduzione dello scarto dal 50% al 10%. Tutta materia prima che eviterebbe di andare in discarica o negli inceneritori, a patto di non volerne aprire dei nuovi in completa contravvenzione delle normative europee e nazionali.
La stessa Corepla, il consorzio nazionale per il recupero della plastica, audita in Commissione regionale ambiente, ha affermato che nella nostra regione sarebbero necessarie almeno 5 nuove piattaforme per selezionare le plastiche da inviare agli impianti di riciclo. Le plastiche dure, polipropilene, vengono facilmente vendute sul mercato con buoni ricavi abbattendo così i costi di smaltimento. Gli stessi amministratori comunali, se non intendono ricorrere a Corepla, avrebbero la possibilità di selezionare direttamente le plastiche rigide nelle isole ecologiche eliminando i costi di smaltimento e ottenendo risorse da reinvestire per la collettività.
Inoltre chiediamo alla Giunta che anche in Piemonte, come già avviene in Toscana, venga realizzato un impianto per il riciclo del cosiddetto “plasmix” ovvero l’insieme delle plastiche miste scartate nel processo di selezione e facilmente riciclabili con l’estrusione.
La Regione Piemonte e le amministrazioni locali si trovano ad un bivio: aprire nuove discariche e inceneritori o migliorare la raccolta e il recupero delle plastiche, come la stessa legge regionale attualmente in discussione imporrebbe? Il Gruppo regionale M5S non ha dubbi e continuerà a sostenere un piano di chiusura di discariche e inceneritori, in linea con l’obiettivo Rifiuti Zero già perseguito in molte città di tutto il mondo.
Gruppo regionale M5S Piemonte

