• martedì , 27 Ottobre 2020
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M5S METROPOLITANO: "GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO: LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL PIANO D'AMBITO ATO-3 TORINESE"

Abbiamo esaminato i documenti relativi al nuovo piano di investimenti
proposti da SMAT ed approvati dalla Conferenza d’Ambito (periodo 2016 –
2033, delibera n. 587 del 21 dicembre 2015) riscontrando le seguenti
criticità che poniamo all’Ente di governo per la programmazione,
organizzazione e controllo del servizio idrico integrato.

A pagina 3, punto 5 della delibera si ammette indirettamente di non aver
rispettato la norma di riferimento che prevede l’aggiornamento triennale
del Piano stesso con finalità di monitoraggio e di attuazione delle
eventuali misure volte all’efficienza, alla trasparenza, al risparmio
idrico, alla tutela ambientale ed alla qualità dell’acqua. Del resto il
Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 1 agosto 1996 ne prevede
proprio la revisione periodica per la verifica dei miglioramenti di
efficienza, per la verifica della corrispondenza della tariffa media
rispetto alla tariffa articolata, per la verifica del raggiungimento dei
traguardi di livello di servizio ovvero dell’effettuazione degli
investimenti.
Ebbene, l’ultimo aggiornamento risale al 2009 (delibera n. 349 del 27 marzo
2009): sei anni di vuoto in merito ai quali, nell’attuale Piano non non v’è
alcuna considerazione, una traccia di quanto posto in essere e neppure
alcun riferimento al calo dei consumi.

Ancora, a pagina 6 la deliberazione recita: “dato atto che i Rappresentanti
nell’Autorità d’ambito delle Comunità Montane/Unioni Montane e delle Aree
Territoriali Omogenee hanno provveduto o stanno provvedendo alla
consultazione degli Enti Locali da cui sono stati espressi …”.
L’art.19 della Convenzione istitutiva dell’ATO 3 sancisce che
“dell’avvenuta consultazione dovrà essere data informazione in sede
deliberante”. Tanto, semplicemente non ha avuto luogo.

Ora, con precipuo riferimento al Piano d’Ambito, laddove – come per la
delibera – non viene riportata alcuna valutazione inerente al periodo 2009
– 2014, si segnala che le perdite medie dalle reti hanno un valore del
23-24% e che il volume d’acqua prelevato nel 2013 è stato pari a mc
337.330.336, ebbene dal bilancio di SMAT del 2013 si evince che il
quantitativo erogato è stato di mc 175.377.538: un dato che sottratto ai
metri cubi prelevati ci dà come risultato mc 161.952.798 e che stride
platealmente con una perdita di solo il 23-24%.
Certo, siamo consapevoli della presenza di ulteriori fattori che oltre alle
reti incidono sulla dispersione: l’elevato valore del “troppo pieno” delle
fonti di captazione e che viene immediatamente reimmesso nell’ambiente, lo
spurgo dei pozzi e gli interventi di pulizia delle stesse opere di
captazione, dei serbatoi idrici e dell’intera rete nonché le utenze a
forfait e quelle localizzate in montagna dove nel periodo invernale sono in
tanti a lasciare semiaperto il rubinetto per evitare il gelo delle
tubazioni con una dispersione che certo non può dar luogo ad imponenti
volumi.
Ma allora, considerati questi fattori, quali sono le fonti di captazione ed
i serbatoi di accumulo di montagna che dispongono di misuratori di portata?
Quali e quanti sono i pozzi e le altre opere spurgate con acqua potabile?
Quali sono i Comuni ancora sprovvisti di contatori per l’utenza?

Sono quesiti che dovrebbero trovare risposta nel Piano d’Ambito altrimenti
il valore di una perdita pari al 23-24% non ha dignità scientifica.

Il Gruppo Consiliare M5S
Città Metropolitana di Torino

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