La sentenza del Consiglio di Stato sugli assegni di cura per le persone non autosufficienti ha ribaltato la precedente pronuncia del TAR Piemonte in seguito al ricorso della Regione.
Al di là dell’esito al quale sono giunti i giudici del Consiglio di Stato, è scandalosa la scelta di Chiamparino e Saitta di ricorrere al secondo grado di giudizio amministrativo, difendendo una sciagurata delibera della tanto vituperata Giunta Cota. Ennesima dimostrazione di come, quando ci sia da tagliare su servizi essenziali, non vi sia alcuna distinzione tra centrodestra e centrosinistra.
E’ ridicolo come Saitta sostenga ripetutamente che l’intento della Giunta sia quello di puntare tutto sulla domiciliarità quando, la poca domiciliarità che si faceva con gli assegni di cura, sarà ribaltata sui comuni nella migliore delle ipotesi o direttamente sulle famiglie nella peggiore.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gli anziani e i disabili non autosufficienti più fortunati andranno nelle RSA (case di riposo) con maggior costo anche per la sanità pubblica. Gli altri resteranno in lista d’attesa per entrare in casa di riposo, nel frattempo gli oneri ricadranno quasi interamente sulle spalle delle loro famiglie, le quali ricorreranno sempre più spesso al Pronto Soccorso. E’ questo il modello di welfare piemontese sognato da Chiamparino e Saitta? Non riescono nemmeno a garantire gli assegni di cura erogati dalla Regione fino a qualche tempo fa, hanno tagliato posti letto e personale sanitario, come pensano che i piemontesi possano andare avanti in queste condizioni?
A questo punto si rende necessario aumentare drasticamente i fondi sulle politiche sociali sul bilancio regionale 2015.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Sanità
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

