Dopo aver fatto per un anno il proconsole piemontese di Renzi, solo ora Chiamparino scopre il vero volto del guappo di Firenze. Il disegno del premier è semplice: scaricare sulle Regioni i tagli del Governo per distruggere i servizi pubblici (sanità, trasporti e politiche sociali) e consegnarli ai privati. Ma la risposta di Chiamparino è sbagliata, tipica di una persona in chiara difficoltà.
Da una parte si inventa le dimissioni “congelate ma irrevocabili” dalla Conferenza delle Regioni per impressionare Renzi e annuncia che non intende aumentare le tasse per coprire i tagli nazionali. Dall’altra però ha già preparato un nuovo salasso per i piemontesi, introducendo il bollo auto anche per le vetture gpl, metano ed elettriche. E poi ha messo le mani avanti: se passeranno questi tagli, le Regioni verranno commissariate e quindi sarà lo Stato ad aumentare le tasse al massimo. Insomma un gioco delle tre carte in cui a rimetterci, come al solito, saranno i cittadini.
Chiamparino piuttosto dovrebbe far pressioni sulla segreteria regionale del Pd, Gariglio in primis, affinché i propri parlamentari non votino questa legge di stabilità.
Gruppo regionale M5S Piemonte

