Abbiamo letto le dichiarazioni del sindaco di Susa Plano circa la sua assenza alle manifestazioni contro la chiusura del Punto nascite e per il potenziamento dei servizi sanitari sul territorio.
Sostiene candidamente di aver barattato il Punto nascite con il potenziamento di Chirurgia e Pronto Soccorso, niente di più falso. Infatti finora è rimasto tutto uguale a prima e non ve n’è traccia nell’atto aziendale dell’ASL TO3. Anzi in quel documento è stata introdotta la limitazione di chirurgia a soli ricoveri giornalieri dal lunedì al venerdì. Nel fine settimana e di notte cosa ci sarà? Questi sono i “grandi” risultati ottenuti dalla contrattazione portata avanti da Plano? Anche per quanto riguarda l’ortopedia non è stato fatto ancora nulla, e probabilmente non verrà fatto nulla vista la cronica carenza di ortopedici. Plano ha solo favorito la chiusura del Punto nascite senza ottenere niente in cambio.
Insieme a pochi sindaci ha portato avanti una trattativa con Saitta senza coinvolgere nessuno: né i rappresentanti del territorio in Consiglio regionale e nemmeno i cittadini.
Non si può giustificare la Giunta e l’assessore se non possono intervenire subito a causa di un debito di oltre 5 miliardi. I cittadini non devono pagare le conseguenze di una cattiva gestione di denaro pubblico.
Comprendiamo il motivo per il quale non si è presentato alla manifestazione di sabato scorso, infatti avrebbe ricevuto solo contestazioni da parte cittadini visti i pessimi risultati ottenuti dalla sua trattativa in solitaria. I servizi, a nostro avviso, non si barattano. Intanto le nostre battaglie per salvare il punto nascite, o quantomeno convertirlo in Centro specializzato per il parto naturale, sono state ignorate (se non quasi osteggiate) dallo stesso sindaco di Susa.
Viene naturale chiedersi a chi risponda, se ai cittadini oppure ai diktat torinesi del partito.
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

