Con le dichiarazioni di Salvini sul referendum si conferma l’opportunismo della Lega Nord sulla questione TAV. Dalle posizioni No TAV degli anni ’90 i leghisti sono divenuti rapidamente sostenitori dell’opera dopo essersi seduti sulle famigerate poltrone romane. Ora tornare sul territorio valsusino, o perlomeno nei paraggi, pone il leader leghista in una posizione imbarazzante e Salvini non trova di meglio da fare che invocare il referendum.
Senza tener conto che già da tempo in Valsusa il metodo democratico è ampiamente naufragato fin dai tempi in cui le amministrazioni contrarie al TAV vennero escluse dall’Osservatorio.
Dopo la repressione, le prese in giro da parte delle Istituzioni e le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel cantiere di Chiomonte questo territorio non merita anche le sparate propagandistiche di Salvini.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

