Sul futuro del CSI Piemonte nessuna risposta di De Santis, l’assessore alle Società partecipate si conferma mera liquidatrice del consorzio e senza idee per il futuro dell’ICT piemontese
Rispondendo oggi in aula ad una nostra interrogazione (presentata dal Consigliere Valetti) ha ribadito, sostanzialmente, l’insostenibilità del modello attuale del CSI.
Non contestiamo la necessità di cambiamento, anzi a nostro avviso l’immobilismo degli ultimi anni è proprio la causa principale della pessima situazione attuale. Un sistema distorto dove i dirigenti non vengono nominati per competenze guadagnate sul campo ma per appartenenza politica. In questo modo, centrodestra e centrosinistra, hanno trasformato un’azienda informatica in un carrozzone per sistemare qualcuno e passare all’incasso raccogliendo voti di amici e parenti.
A subirne le conseguenze, come sempre, sono i lavoratori. In particolare quelli realmente competenti che sono la maggioranza e rischiano il posto di lavoro. Peraltro i primi a perdere il posto saranno i consulenti e i lavoratori con contratto a scadenza.
Domani si svolgerà la seconda assemblea dei soci convocata dalla Regione. Abbiamo invitato i sindaci dei Comuni consorziati a disertarla. Noi saremo presenti come osservatori e riporteremo quanto affermeranno gli esponenti regionali. Se il tenore delle risposte sarà quello di oggi, siamo sicuri che si chiederà di votare una delega in bianco, ad occhi chiusi, senza alcuna garanzia per la continuità dei servizi e dell’occupazione.
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Mauro Campo, Consigliere regionale M5S Piemonte

