Oggi si è consumato il primo passo verso lo smantellamento del CSI Piemonte e di conseguenza di Sistema Piemonte, un patrimonio di informatizzazione della Pubblica amministrazione costruito faticosamente in 37 anni di attività.
L’assemblea dei soci di CSI ha approvato (46 voti a favore, 7 astenuti) la delega “in bianco” alla Regione Piemonte per regalare il patrimonio pubblico ai privati, delegando loro lo sviluppo dell’ICT in Piemonte e nella Pubblica amministrazione piemontese. Quando la quota maggioritaria non sarà più in capo al pubblico, sarà dunque il privato a prendere decisioni che dovrebbero spettare alla politica. A partire dall’agenda digitale, passando per l’informatizzazione della sanità pubblica ed i servizi al cittadino delle realtà amministrative.
Le difficoltà economiche alla base di questa scelta sono legate ai vincoli finanziari di bilancio degli enti pubblici stessi e non ad una millantata “non competitività” del consorzio. Non si capisce quindi in quale modo sarà possibile conservare il livello di servizio attuale con quote di investimenti ormai in costante calo da ormai 4 anni consecutivi. A ciò s’aggiungono i ritardi nei pagamenti, spesso superiori anche ad un anno.
Lo stesso assessore De Santis ha dichiarato testualmente: “Il Csi non manda ingiunzioni di pagamento, il privato lo farà”. D’ora in poi saranno chiare le responsabilità di chi sta di fatto abdicando al ruolo di guida e programmazione dello sviluppo informatico del Piemonte. Dove non era riuscito il centrodestra, ora Chiamparino ed suoi sodali completano l’opera.
Mauro Campo, Consigliere regionale M5S Piemonte
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

