Un’occasione sprecata, l’ennesima degli ultimi due mesi. E’ l’impressione che abbiamo avuto dopo aver ascoltato l’audizione dei Commissari straordinari amministratori del Gruppo Mercatone Uno svoltasi ieri a Roma presso la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica.
Abbiamo sentito ripetere numeri già noti, poche risposte ai dubbi dei lavoratori Mercatone Uno, nessuna informazione sulla decisione di concentrare le chiusure in particolar modo sul Piemonte (Mappano TO, Brandizzo TO, Genola CN, Santa Vittoria d’Alba CN, Romagnano Sesia NO, Pombia NO, Serravalle Scrivia AL).
Abbiamo però saputo dagli auditi che, dei 18 punti vendita in tutta Italia ad oggi chiusi, circa una decina potrebbero riaprire i battenti ad ottobre, ma dei reali criteri di scelta utilizzati dai Commissari ben poco è venuto a galla.
Stiamo per assistere, per mano degli stessi Commissari straordinari, all’ennesimo ricatto occupazionale considerando che durante l’audizione è emersa la volontà di proporre ai lavoratori fino ad ora assegnati ai punti vendita chiusi il ricollocamento anche part-time nei punti vendita rimasti aperti. Significa per esempio che da Brandizzo (TO) i lavoratori potrebbero potenzialmente essere ricollocati a Caltignaga (NO) essendo costretti a sostenere quotidianamente 2 ore di macchina ed oltre 40 euro di pedaggio per 4 ore di lavoro? Una prospettiva intollerabile.
Arrivati a questo punto occorre ripensare completamente il sistema di riqualificazione del patrimonio Mercatone Uno messa in atto dai Commissari, mettendo al centro i lavoratori.
Davide Crippa
Cittadino eletto alla Camera dei Deputati
Francesca Frediani
Consigliere regionale M5S Piemonte
Paolo Mighetti
Consigliere regionale M5S Piemonte

