Siamo lieti di aver aperto un dialogo con la Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli che gestisce l’ospedale Gradenigo di Torino, anche se per ora solo a mezzo stampa. Proprio come la Congregazione abbiamo a cuore la salute dei pazienti ed il mantenimento di tutto il personale oggi presente alle attuali condizioni di contratto. Elementi, a nostro avviso, entrambi imprescindibili.
Purtroppo in questi mesi, in Consiglio regionale e nella Commissione competente, il dibattito si è svolto in sostanziale assenza di opportuna documentazione. Mancano all’appello dati importanti come: Bilanci, situazione debitoria aggiornata e Piano degli investimenti infrastrutturali (le attuali sale operatorie sono aperte in regime provvisorio in assenza di adeguati interventi). In tutti questi mesi di duro e leale confronto in Regione abbiamo sempre messo al primo posto il rispetto delle normative, che in questo caso prevedono la gestione dei presidi sanitari solo ed esclusivamente da parte di enti no profit.
Ci spiace dunque sapere che l’unica offerta presa in considerazione sia stata quella di Humanitas. Un gruppo privato che per definizione ha come obiettivo quello di fare utili (36 milioni nel 2013). Riteniamo che, per un principio di continuità, la struttura ed i lavoratori debbano essere affidati ad un soggetto no profit, sia esso laico o religioso. Ricordiamo, peraltro, la manifestazione d’interesse a rilevare il presidio da parte di personale già in forza al Gradenigo nonché di altre realtà nel campo no profit. Forse anche alla politica regionale è mancata la volontá di lavorare in tal senso? A nostro avviso è inaccettabile politicamente fare un accordo che poggi sulla modifica di una legge regionale di buon senso ed attualmente in vigore. Il cui principio, assolutamente condivisibile, fissa un punto fermo: i privati fanno profitto sul mercato e non con i soldi del pubblico. Principio che sicuramente voi condividete ma che è passato in secondo piano probabilmente per via della stanchezza e dell’urgenza di vendere. Situazione che comprendiamo umanamente, ma che politicamente ci sentiamo in dovere di contrastare.
Gruppo regionale M5S Piemonte

