Oggi in Consiglio regionale ho interrogato l’assessore alla Sanità Saitta in merito ai fondi nazionali vincolati (legge n. 662 del 23/12/96) per la tutela della fertilità e della funzione ormonale nelle giovani donne affette da tumore o malattie croniche degenerative attraverso l’istituzione di biobanche del tessuto ovarico e cellule germinali.
La somma spettante alla regione Piemonte per il 2014 ammonta a 3,315 milioni di euro, mentre per l’ anno 2015 il Ministero della salute non ha ancora stanziato alcuna risorsa. I fondi non sono ancora giunti a destinazione nonostante tali risorse sarebbero già state assegnate secondo quanto emerge dalla delibera n. 38-812 del 22 dicembre 2014. I fondi infatti sono stati erogati alla Città della salute e della scienza di Torino ma non sono stati destinati al progetto delle biobanche presso l’ospedale del Sant’Anna. L’assessore, ancora una volta non è stato in grado di dare una risposta esaustiva alla domanda. Si è limitato a confermare che le risorse economiche sono state erogate ma non ha spiegato la motivazione per la quale il progetto relativo alle biobanche non ha ottenuto i fondi previsti.
Questa è l’ennesima vergogna oltreché una violazione, seppur indiretta, dei diritti delle donne gravemente malate, le quali in questa vicenda non vengono tutelate adeguatamente dallo stesso assessore alla sanità della Regione.
Si calpesta, di fatto, il diritto alla maternità. Infatti stiamo parlando di donne, che prima di essere sottoposte a terapie aggressive che compromettono la funzionalità ovarica e quindi la fertilità, avrebbero la possibilità di essere sottoposte a prelievo ovarico e di cellule germinali da conservare presso le biobanche. A guarigione avvenuta avrebbero quindi la possibilità di diventare madri. Continueremo a vigilare e a tutelare la salute e i diritti della donne, la nostra battaglia non si ferma di certo qui!
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

