Il PD non ce la fa proprio, la grande opera è nel suo DNA, probabilmente nella parte ereditata dalla sua componente dell’ex Partito Socialista Italiano. Se da sempre sosteniamo che l’unica vera grande opera consiste nella messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico, non eravamo riusciti a immaginare cosa avessero in serbo Governo e Regione Piemonte.
Dalla conferenza di ieri “Fuori dal fango”, organizzata a Torino dalla Regione, si trae un quadro di grandi opere idrauliche che assorbiranno buona parte degli stanziamenti statali, dal centinaio di milioni per mantenere asciutti i Murazzi a Torino, alla messa in sicurezza del Terdoppio a Pernate (NO) per consentire la mega cementificazione del CIM (Centro intermodale).
Tra i 500 interventi previsti, sicuramente ne saranno realizzati anche molti utili. Tuttavia non si riuscirà a garantire la sicurezza dei territori alluvionati lo scorso autunno e questa primavera. E’ necessario programmare la manutenzione del territorio insieme agli agricoltori ed agli operatori del settore forestale. Le ultime alluvioni hanno colpito maggiormente le valli e i territori marginali, non i centri urbani dove, dopo il ’94, si è ben operato con interventi mirati e strategici.
La proposta di legge sulla manutenzione del territorio del MoVimento 5 Stelle giace ormai da diversi mesi in quinta commissione regionale ed è stata oggetto di forti critiche relativamente alle risorse da impiegare. Sicuramente non è una legge che consentirà di realizzare mega-appalti, però potrebbe consentire a molti agricoltori delle zone montane e collinari di integrare il proprio reddito e di rimanere attivi sul territorio. Attendiamo che gli assessori Balocco, Valmaggia e Ferrero portino il dibattito in aula, perché gli annunci servono a conquistare consenso ma non a risolvere i problemi.
Paolo Mighetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Paolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

