Oggi in Consiglio regionale l’assessore alla Sanità Saitta, rispondendo ad un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, ha ammesso candidamente l’incapacità dell’assessorato nel controllare il sistema di appalti delle aziende sanitarie regionali. Un’affermazione che consideriamo decisamente grave, a maggior ragione se pronunciata dal maggior responsabile della sanità piemontese. Non pensiamo che il cambio dei vertici delle aziende sanitarie possa servire a prevenire tali scandali. Andrebbero invece centralizzati il più possibile tutti gli appalti.
L’ammissione di Saitta è avvenuta a seguito di una richiesta di chiarimenti del capogruppo Giorgio Bertola riguardante l’affidamento di tecnologie informatiche per oltre 10 milioni di euro presso le aziende Mauriziano, ASL TO3 e ASL TO1 (quest’ultima coinvolta proprio nell’operazione della magistratura emersa in queste ore). Come spiegare infatti che la gara, elaborata dalle aziende per 6.180 postazioni, presenta una maggiore convenienza rispetto all’Accordo Quadro Consip che ne prevede 150.000?
Da considerare inoltre che nelle settimane precedenti avevamo richiesto ai funzionari della Regione Piemonte di intervenire, ma nessuno ha raccolto le nostre segnalazioni.
Dall’interrogazione emerge chiaramente che gli sperperi nelle Aziende sanitarie continuano nonostante il cambio di Giunta. Anch’essa, come la precedente, incapace di gestire la nostra Regione ed il sistema sanitario.
Insomma, da Roma passando per Torino, le prescrizioni per l’efficienza negli acquisti rimangono solo nelle slides di Renzi.
Gruppo consiliare M5S Piemonte
Laura Castelli, deputato M5S

