Il Disegno di Legge annunciato dall’assessore Saitta sul Gradenigo di Torino probabilmente non servirà a mantenere fuori dalla speculazione il Pronto Soccorso dell’ospedale. Siamo curiosi di leggere il testo del disegno di legge, ma abbiamo ragionevoli motivi per pensare che ricalcherà, sostanzialmente, quanto già anticipato con l’emendamento numero 93 al DDL 67 “Provvedimenti per la riqualificazione della spesa regionale” presentato in fretta e furia sotto le feste natalizie per poi ritirarlo in seguito alle proteste del Movimento 5 Stelle.
Tale emendamento consentiva di eliminare una prescrizione contenuta nella legge 59 del 1985 laddove si equiparava il Gradenigo a presidio ospedaliero in quanto, tra le altre cose, “dipende da una Istituzione non avente fini di lucro”. La legge dell’85 inseriva infatti l’ospedale nel novero dei presidi ospedalieri con equiparazione al pubblico, ed ora si compie il percorso contrario. L’apertura all’equiparazione alle strutture gestite da privati profit è preoccupante, per di più sotto le mentite spoglie della difesa dei diritti dei lavoratori (che col Jobs act di diritti non ne hanno più). Se questa non è privatizzazione, Saitta e Chiamparino ci spieghino allora cosa lo è.
Ancora più scandalose le tempistiche con cui avvengono le modifiche normative. Prima il privato effettua ingenti investimenti, e poi la Giunta regionale “cuce” ad hoc una legge su misura. In altri periodi storici, soprattutto se all’opposizione, gli stessi esponenti democratici avrebbero gridato allo scandalo per l’approvazione di una legge “ad aziendam”. Ora tacciono acconsentendo a questa vergogna.
Contrasteremo in tutte le sedi istituzionali questa scellerata legge che apre la strada agli interessi privati in un settore importante come l’emergenza in Sanità.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

