I gestori dei Parchi regionali ed i sindaci dei relativi territori bocciano il disegno di legge di riordino presentato dalla Giunta regionale.
Questa mattina la Commissione Ambiente è stata impegnata dalle prime consultazioni sul DDL 90, recante modifiche alla legge regionale 19 del 2009, con l’obiettivo di un riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali.
Sono stati auditi i Commissari ed i Direttori degli Enti di gestione delle aree protette, i quali – in modo pressoché unanime – hanno evidenziato tutti i limiti e le contraddizioni della riforma proposta dalla Giunta regionale.
Le aree protette della nostra Regione sono attualmente affidate a 14 Enti di gestione, il disegno di legge li ridurrebbe a 9. L’accorpamento, nelle intenzioni della Giunta, avrebbe come obiettivo la riduzione dei costi legati alle dirigenze, in armonia con la continua riduzione delle risorse regionali destinate ai parchi, che attualmente ammontano a circa 23 milioni di euro all’anno, di cui 19 destinati a coprire i costi del personale.
In realtà la riforma, a fronte di impalpabili risparmi, rischia di generare dei costi occulti. Molte delle realtà accorpate sono infatti dislocate su territori molto ampi, in alcuni casi non contigui, e non si è tenuto conto dei costi legati alla logistica, oltre ai costi amministrativi correlati al cambio di denominazione delle aree protette. Gli accorpamenti di aree non contigue e disomogenee tra di loro sminuisce inoltre le peculiarità di ciascun sito, venendo meno all’obiettivo della loro valorizzazione.
Un primo passo per la riduzione dei costi potrebbe invece essere rappresentato dalla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi da parte degli Enti di gestione, ipotesi non presa in considerazione dalla Giunta.
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte

