Siamo allibiti dalle conclusioni espresse dagli esponenti della Giunta in occasione dell’incontro “Montagna in dialogo” tra Uncem (Unioni montane) e Consiglieri regionali avvenuto oggi a Torino presso l’Istituto Cabrini.
L’assessore al Bilancio Reschigna ha ammesso candidamente come la Regione Piemonte non prenderà in carico alcun lavoratore “in esubero” delle ex Province e delle ex Comunità Montane. Stiamo parlando di circa 1.300 – 1.500 in tutto il Piemonte, davanti ai quali la Regione non può lavarsene le mani. Questi sono gli effetti delle cosiddette “riforme” del premier Renzi che hanno prodotto solo disagi e tensione fra gli enti locali.
La Giunta regionale sembra non abbia ben chiare le priorità dei territori montani e marginali, a tal punto che lo stesso assessore Reschigna è arrivato a dichiarare come “la montagna piemontese non sia in crisi ne in spopolamento”.
Chi vive la montagna sa che non è così ed il taglio dei servizi si sente di più rispetto ai grandi centri urbani. Infatti abbiamo ottenuto l’approvazione di tutto il Consiglio sulla proposta di potenziamento del trasporto locale nelle aree a “domanda debole”. Inoltre abbiamo già presentato una legge per prevenire il dissesto idrogeologico nelle aree montane. Un provvedimento necessario, basti pensare che la Regione piemonte ha accumulato un debito di 146 milioni nei confronti degli enti locali solo per gli eventi alluvionali del 2000-2002.
La montagna è una delle più grandi risorse del Piemonte. E’ necessario investire meno nelle grandi opere e di più nella sua tutela e valorizzazione.
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

