Oggi in Consiglio Regionale è stata discussa un’interrogazione del Consigliere Paolo Andrissi (M5S) sulle sorti dell’emodinamica dell’ospedale di Vercelli, destinata alla soppressione secondo la riorganizzazione avviata dalla Giunta.
Non è chiaro infatti perché si voglia eliminare un servizio che sta facendo registrare circa 500 angioplastiche all’anno quando secondo la società italiana di cardiologia invasiva (GISE) la soglia ottimale, qualitativa e quantitativa, è di 400.
Un altro parametro pienamente centrato dall’emodinamica di Vercelli è rappresentato dal 75 per cento di interventi entro le 24 ore dall’infarto. Peraltro, proprio in questi giorni presso l’ospedale di Vercelli, è stato installato un nuovo macchinario (del valore di 500 mila euro) per effettuare angioplastiche.
A fronte di queste osservazioni l’assessore regionale alla Sanità Saitta, spocchiosamente non ha risposto nel merito, rimandando a quanto detto in altre occasioni e cioè che occorre tenere in considerazione anche le caratteristiche geografiche del territorio e la distanza tra i servizi di emodinamica dell’intero quadrante.
Considerazioni eventualmente legittime, infatti ricordiamo che da Alagna Valsesia ad arrivare a Vercelli o a Novara ci vogliono più di 90 minuti. A Novara città però si passerà da tre emodinamiche ad una con 1300 interventi. Se dovesse chiudere anche Vercelli si riverseranno su Novara altri 500 interventi di angioplastiche coronariche, rendendo ingestibile il servizio. Riteniamo quindi che in tema di servizi salva-vita si possa derogare dal rispetto degli stringenti limiti imposti da Roma, per non privare un capoluogo di provincia come Vercelli di un servizio fondamentale come l’emodinamica.
Paolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

