“Le nomine, al di fuori dell’elemento età, vengono fatte sulla base di bandi. Chiunque amministri non può non porsi il problema di una crescita di una nuova classe dirigente. Scommettiamo sulle nuove leve. C’è una generazione, dai 35 ai 50 anni, schiacciata. Non riesce a emergere”. Era lo scorso settembre e con questo entusiasmo l’assessore regionale alla Cultura Parigi accoglieva le novità introdotte dalla riforma della Pa del Ministro Madia.
E’ stato sufficiente qualche mese per assistere ad un vergognoso dietrofront. Niente più giovani e soprattutto niente bandi. Per la Regione Piemonte al vertice della Reggia va più che bene l’attuale direttore dei beni culturali del Piemonte.
Una scelta, è bene ribadirlo, che non è passata sopra la testa della Giunta regionale. Al contrario è stata condivisa dall’assemblea dei Consorziati, di cui la Regione Piemonte fa parte. E proprio l’assessore Antonella Parigi figura tutt’ora (fonte: sito ufficiale La Venaria Reale) tra i componenti del Consiglio d’amministrazione.
Siamo ormai abituati alla doppia morale dell’assessore che con una mano toglie soldi agli operatori della cultura (azzeramento fondi del Teatro in prosa) e con l’altra sovvenziona lautamente i salotti buoni della cultura torinese (Circolo dei Lettori).
Adesso assistiamo all’ennesima giravolta sul fronte delle nomine. Pretendiamo, e chiederemo in Consiglio regionale, che venga effettuato un regolare bando pubblico per questo importante incarico. Non si può parlare a vanvera di maggiore trasparenza e poi prendere decisioni rilevanti, come la scelta di un direttore, in una riunione ristretta.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

