Gli esponenti del Pd e di Sel (gli Assessori Reschigna e Cerutti, il capogruppo Gariglio, il senatore Lepri) coinvolti nella vicenda Rimborsopoli hanno scelto con astuzia il rito abbreviato.
Il rito abbreviato consente infatti un procedimento a porte chiuse, evitando la fase pubblica del dibattimento processuale che potrebbe mettere ulteriormente in luce, anche sotto il profilo mediatico, tutte le presunte “spese pazze” effettuate dal Gruppo del Pd e dai propri alleati.
Il rito abbreviato prevede inoltre la riduzione di un terzo della pena (come “premio” per non aver fatto perdere tempo prezioso alla giustizia italiana). Grazie a questo “sconto” e ad altre attenuanti generiche (quali ad esempio il risarcimento integrale del danno) gli esponenti della maggioranza potrebbero quindi evitare le pene introdotte dalla Legge Severino per gli amministratori pubblici. Infatti per condanne superiori ai 2 anni è prevista la decadenza. Altrimenti per il Piemonte sarebbe una vera e propria Caporetto, con la decadenza in un colpo solo di due assessori (di cui uno vicepresidente della Giunta) e del capogruppo del principale partito di maggioranza.
Pd e Sel cercano quindi di utilizzare tutti i cavilli messi a disposizione dalla giustizia per non mollare le poltrone. Della presunta “superiorità morale” della sinistra, nemmeno l’ombra. Coerenza imporrebbe a Chiamparino di ritirare immediatamente le deleghe a tutti coloro i quali utilizzeranno il rito abbreviato. Infatti l’ordinanza che ammette gli imputati al rito abbreviato corrisponde al decreto di rinvio al giudizio. Che fa dunque Chiamparino?
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte

