Ieri la maggioranza ha chiesto di non discutere in aula le proposte di legge sui vitalizi presentate dal Movimento 5 Stelle e dall’Ufficio di Presidenza.
In particolare quella dell’Ufficio di Presidenza, già approvata in prima Commissione, prevede una riduzione del vitalizio (dal 6 al 15 per cento, più un 40 per cento per i percettori di altro vitalizio dal Parlamento italiano o europeo), resa permanente da un emendamento del Movimento 5 Stelle. Infatti inizialmente la proposta di legge prevedeva una riduzione solo fino al 31 dicembre 2017, sulla base di una motivazione risibile: che la crisi finanziaria dell’ente sia risolta per allora.
Il rinvio della discussione in aula è dovuto alla lettera dell’associazione ex Consiglieri regionali che contesta il carattere permanente della riduzione del vitalizio e addirittura la riduzione del 40 per cento per chi ne percepisce più di uno. Tali punti non rispetterebbero l’accordo di massima nazionale, e l’associazione minaccia di presentare ricorso.
E’ grave che la maggioranza sia ostaggio di un’associazione privata come quella degli ex Consiglieri regionali. Ci sembra già sufficiente che l’associazione sia stata consultata mostrando un’ampia sensibilità che altre volte non abbiamo visto (esempio la recente revisione della rete ospedaliera). Dov’è finito Chiamparino con i suoi roboanti annunci di tagli ai costi della politica?
A questo punto pretendiamo che la Proposta di legge sia approvata alla prima seduta utile, così come licenziata dalla Commissione senza clamorosi e pavidi dietro front. Non solo: presenteremo un atto di indirizzo che vincoli alla presentazione dell’anagrafe patrimoniale anche degli ex consiglieri che percepiscono il vitalizio. A partire dal Sante Bajardi.
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

