Apprendiamo come ancora oggi i vertici delle Ferrovie dello Stato non siano in grado di valutare con precisione i costi del Tav e nemmeno gli eventuali ricavi che potrebbe produrre. L’ha dichiarato il presidente Fs Marcello Messori, sentito oggi dalla commissione Trasporti del Senato. Nella stessa sede è intervenuto l’amministratore delegato di FS Michele Elia, secondo il quale si avrà certezza sui costi solo a febbraio.
E così, mentre cadono ad una ad una tutte le menzogne spacciate per verità assolute negli ultimi decenni dai nostri politicanti, il ministro Lupi si ostina a dichiarare che tra le priorità del Governo c’è la Torino-Lione e che a febbraio-marzo su questi costi Francia e Italia chiederanno il co-finanziamento all’Europa. E solo la settimana scorsa, la Regione Piemonte, per bocca dell’assessore Balocco, ha dichiarato la ferma intenzione di mantenere il sostegno all’opera. Potremmo quasi ammirare la tenacia nel difendere la posizione contro ogni logica di buonsenso, se non si trattasse di soldi pubblici e di un’opera inutile e devastante.
Non possiamo che attendere, dunque, che anche gli “ultimi giapponesi” si convincano e pongano finalmente fine alla lunga agonia di una grande opera che avrebbe dovuto essere fermata parecchio tempo fa. Come sempre, sarebbe stato sufficiente ascoltare i No TAV
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

