Il Partito Democratico rischia di dimostrarsi ancora una volta il partito dei veti incrociati. Anche su un tema così delicato ed importante come quello del taglio dei costi della politica.
Il Presidente della Giunta Chiamparino nei giorni scorsi ha fatto un’importante apertura sulla materia. Ha proposto, inascoltato dalla sua maggioranza, che il Piemonte fosse all’avanguardia adottando da subito il tetto dello stipendio lordo del Sindaco capoluogo della Regione Piemonte, pari a circa 7100 € mensili. Oggi lo stipendio dei consiglieri semplici è pari a 11.100 lordi. Servirebbe un taglio del 36% e non del 10% come propongono i Democratici.
Chiamparino, indebolito dallo scandalo Rimborsopoli che ha travolto due suoi Assessori, nonché dal possibile scandalo delle “firme false”, sa di avere pochissimo spazio di manovra a Roma, con un Renzi determinato a scaricare i tagli su Regioni ed enti locali.
Il M5S, con un gesto di estrema responsabilità, è pronto a sostenere la proposta di Chiamparino nell’intento di salvaguardare il più possibile il Piemonte e la sanità regionale. Mettendo a disposizione come base di discussione la proposta di legge del M5S che prevede un lordo per i consiglieri di 4500 €. Tale proposta non è stata ad oggi neanche minimamente presa in considerazione dai capigruppo di maggioranza né tantomeno dal Presidente del Consiglio.
Chiediamo quindi che il Presidente Chiamparino si faccia garante di questa discussione affinché nella Commissione Bilancio di lunedì pomeriggio si arrivi ad un accordo che riconosca i ruoli e i meriti di maggioranza e della principale forza di opposizione.
Se così non fosse l’opinione pubblica dovrà pensare che o quelli di Chiamparino sono solo proclami o che Chiamparino non ha più una maggioranza.
Gruppo regionale M5S Piemonte

