Si accendono i riflettori sulla Reggia di Venaria in occasione del vertice europeo sulla cultura proprio quando si dovrebbe mantenere alta l’attenzione sulla situazione dei lavoratori del settore.
L’appuntamento con i Ministri della cultura europea deve essere una vetrina utile ad affrontare i problemi dei lavoratori in questo settore. Troppo spesso, infatti, non emergono i lati oscuri che si celano dietro ai servizi di gestione dei musei e dei monumenti storici piemontesi.
Il volto artistico e culturale della città si colorerà di blu per evocare i colori dell’Europa unita. Qual è invece il colore del precariato e del personale “a chiamata” – assunto in buona parte dalle cooperative – costretto a turni massacranti? Non vorremmo che Torino diventasse capitale della cultura e anche del precariato.
Un esempio significativo di mala gestione è rappresentato dal Polo Reale, dove alle problematiche legate al personale si sommano le condizioni di degrado della struttura museale.
Le politiche che valorizzano l’immenso patrimonio culturale di cui disponiamo sono le stesse che dovrebbero tutelare e garantire condizioni di lavoro dignitose secondo i principi della Carta sociale, firmata nel 1861 proprio a Torino.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

