• martedì , 22 Settembre 2020
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IL MOVIMENTO 5 STELLE AL CORTEO DEL 1° MAGGIO

*IL MOVIMENTO 5 STELLE AL CORTEO DEL 1° MAGGIO *In Italia c’è bisogno di impieghi stabili e di un reale snellimento delle forme contrattuali. Invece il governo Renzi tenta l’ennesima truffa semantica con il “Job Act” e parla di “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti” per indicare in realtà un’accettazione remissiva della precarietà. Per iniziare il M5S chiede chiarezza e punta a un contratto di lavoro che garantisca innanzitutto l’accesso al credito o al mutuo per l’acquisto di prima casa. Un contratto che offra da un lato stabilità ai lavoratori dall’altro il giusto spazio di manovra per chi deve oculatamente investire. E’ ovvio che serve al datore un congruo periodo di prova. Ma il passaggio successivo alla stabilità deve comportare la piena tutela data dallo Statuto dei lavoratori. La legge 300 del 1970 non si tocca. Anzi, il M5S propone l’estensione dello Statuto anche ai lavoratori soci delle cooperative. Un conto è sveltire le procedure, semplificare gli adempimenti, rendere chiara e organica la normativa, un altro cancellare i diritti. Stop, anche in questo caso, alle truffe semantiche. Bisogna andare verso la progressiva cancellazione delle forme contrattuali precarie. Ormai il mercato del lavoro, soprattutto quella giovanile, è il luogo della strumentalizzazione che usa la parasubordinazione quale paravento per nascondere le forme più perverse e sottili di sfruttamento. Una flessibilità chiara e senza abusi, invece, va garantita, ma la sua durata deve essere fissata sulla base di condizioni oggettive, in modo tale che la data di conclusione del rapporto contrattuale corrisponda, ad esempio, con la fine dello svolgimento di un compito particolare o con un determinato evento. Ogni pur legittima ulteriore ipotesi legata alla stagionalità o al bisogno temporaneo, come nel caso dei contratti a chiamata, dovrà assumere il carattere della residualità e dovrà in ogni caso essere sottoposta a controlli ispettivi. E’ necessario un Testo unico del lavoro allo scopo di rendere più comprensibili e coordinate le norme esistenti. E’ impensabile, inoltre, continuare a veder coesistere un numero così rilevante di Contratti collettivi nazionali di lavoro, utili solo a far proliferare il numero di sigle sindacali. Sul fronte degli ammortizzatori attivi, il M5S ha anticipato tutti presentando in Parlamento il Reddito di cittadinanza, un contributo che sostituisce l’attuale sistema di sostegni frammentari e assistenzialistici. Anche in Piemonte abbiamo inserito nel nostro programma per le elezioni regionali, un reddito minimo garantito in fase sperimentale per circa 2000 cittadini piemontesi, congegnato per garantire da un lato un livello minimo di sussistenza e dall’altro per incentivare la crescita personale e sociale dell’individuo, in modo da renderlo e mantenerlo competitivo nel mercato del lavoro. MoVimento 5 Stelle Piemonte — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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