*Gariglio e il Piddì fanno campagna elettorale con le chiacchiere (e i soldi dei piemontesi).* Gariglio, il nuovo che avanza peggio del vecchio. Se il buongiorno si vede dal mattino, per il piddì si preannunciano giorni bui. ll segretario regionale in pectore si trincera dietro falsità e pensierini da prima elementare. Purtroppo la violenza fisica e verbale in Parlamento è all’ordine del giorno, propalata dai parlamentari nominati da Berlusconi e Bersani. I nostri parlamentari ricevono quotidianamente minacce e violenze da parlamentari avversi, ricevendo pure la solidarietà del piddì. E’ grave però che un segretario regionale che dovrebbe almeno apparire super partes, inizi così male il suo pre-mandato, aggredendo con un comunicato una delle tre forze principali del Piemonte. Sinora dal suo partito, renziani compresi, abbiamo assistito alla rielezione di un Presidente della Repubblica, Napolitano, garante dell’inciucio con Berlusconi, uno che ha fatto cancellare i nastri delle intercettazioni sulle trattative Stato-mafia; aumento delle tasse e rifiuto della revisione dei trattati europei di austerità; nessun aiuto alle imprese del nostro paese che sono vittime della concorrenza globale anche sleale, né alle famiglie che restano senza una casa. La Regione Piemonte è in una situazione disastrosa anche e soprattutto per le responsabilità di chi ci ha preceduto, Ghigo e Bresso in primis. Quest’ultima, con l’Assessore al bilancio del Comune di Torino quando ivi era sindaco Chiamparino, ha acceso oltre 5 miliardi di euro di mutui e derivati per investimenti di dubbia utilità. Credo che, con un minimo di onestà, i partiti e le persone che hanno amministrato la Regione negli ultimi 15 anni dovrebbero chiedere scusa e farsi da parte, altro che ricandidarsi con spocchia e arroganza inusitata. Chiamparino, di per sé, non lo voterebbero neanche ad amministrare un condominio. Ovviamente spero che Gariglio si faccia promotore almeno di un rinnovamento della politica del piddì, fatta di chiacchiere e soldi pubblici: rinunci al vitalizio e all’indennità di fine mandato, insieme ai suoi 12 colleghi di partito, non accetti in coalizione il partito dei Moderati, al momento oggetto di un’indagine per distrazione di soldi pubblici all’azienda di partito, e rinunci ai rimborsi elettorali per fare campagna elettorale. Allora, se si dimostrerà civile, corretto ed educato, accetterò di discutere di politica con Gariglio, partendo dai fatti, non dalle chiacchiere. Davide Bono MoVimento 5 Stelle Piemonte — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358
Gariglio e il Piddì fanno campagna elettorale con le chiacchiere (e i soldi dei piemontesi).
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