• sabato , 16 Gennaio 2021
Ultime Notizie

Mozione di sfiducia a Cota per riportare al voto la Regione Piemonte

Il MoVimento 5 Stelle ha deciso di rompere gli indugi. Mentre il centro-sinistra perde le ore a discutere se far dimettere i propri consiglieri regionali, nella speranza di non fare un autogol, creando un secondo Aventino ed il centro-destra è indaffarato a redigere le memorie difensive per evitare un rinvio a giudizio per 34 di 36 consiglieri, compreso il suo Presidente, ho deciso di portare domani in Aula una mozione di sfiducia al Presidente Cota, ex art. 126, sulla quale raccogliere le 31 fatidiche firme.

L’art. 126 della Costituzione dice infatti che:

“Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto…comporta le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.

In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio”.

E’ ovvio che è molto più complesso arrivare a raccogliere 31 firme di dimissioni contestuali, visto che la non contemporaneità apre spazio a molte speculazioni. Invece, l’atto istituzionale in Aula non permette scappatoie: ai 24 consiglieri di minoranza (che mi auguro saranno tutti presenti quando la mozione verrà discussa – mi auguro già martedì 3 dicembre), bisogna aggiungere 7 consiglieri e quindi, prevedendo la non adesione della Lega Nord, serviranno consiglieri di almeno due gruppi dei quattro in cui s’è spaccato il Pdl.

Certo, appare sempre più evidente come non sia più possibile prolungare ancora l’agonia di questo Consiglio Regionale e, anche per la maggioranza, sarebbe più opportuno svicolare da questa pessima situazione con un gesto di coraggio, piuttosto che continuare a restare su delle barricate cadenti. Non solo per la questione dei procedimenti penali per l’uso dei Fondi di Funzionamento dei Gruppi Consiliari che, giustamente, tanto sta indignando l’opinione pubblica, ma anche per l’attesa della sentenza TAR Piemonte che non potrà che prendere atto della condanna definitiva del Presidente dei Pensionati per Cota, Giovine.
A meno che, nel frattempo, venga condannata anche la lista dei Pensionati per Bresso, che riaprirebbe tutta la partita. Almeno nei tribunali. Non nelle piazze, dove quello che era uno slogan politico-elettorale si è rivelato essere una brutale e dolorosa verità: Cota e Bresso, fanno lo stesso.

Davide Bono Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

Post correlati