Oggi ho interrogato la Giunta regionale in merito alla situazione della Knauf Insulation S.p.A., multinazionale tedesca che produce materiali isolanti per l’edilizia, con sedi a Chivasso e Cantarana, in provincia di Asti. L’azienda, a fine agosto 2013, aveva annunciato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per la sede di Chivasso, procedura che coinvolgerebbe 28 lavoratori sui 58 occupati nello stabilimento. L’azienda avrebbe scelto di cessare la produzione di pannelli isolanti in polistirene espanso, motivando la decisione con la crisi del mercato edile (anche quello delle ristrutturazioni) e con l’incremento dei costi di energia e materie prime destinate al processo di estrusione dell’XPS, contesto che impedirebbe di compensare le perdite dei volumi produttivi con i benefici derivanti dalle normative atte ad incentivare l’efficienza energetica.
L’assessore ha sostanzialmente confermato la situazione, dipingendo un futuro quanto mai incerto per i lavoratori: al termine dei 24 mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria, iniziata il 1° novembre e con termine 31 ottobre 2015, il buio. Il piano di gestione esuberi prevede la possibilità di valutare la ricollocazione dei lavoratori (interna nel sito di Cantarana, e ci potrebbe stare, anche se difficile pensare che un’azienda in crisi assorba i suoi stessi esuberi; esterna tramite Unimpiego, e anche qui solleviamo dei dubbi, vista la crisi strutturale; oppure avvalendosi dell’istituto del comando/distacco) nonchè un piano di riqualificazione tramite la fantomatica formazione professionale atta alla ricollocazione (sappiamo che gli esiti positivi della formazione sono, purtroppo, molto scarsi e limitati al periodo di incentivi).
Si ripete insomma un copione cui siamo ormai, purtroppo, abituati: aziende vittime e, talvolta, carnefici, di una crisi sempre più tragica, cui il governo regionale non può opporre grandi strumenti. La responsabilità della politica è a Roma, laddove Pd e Pdl e loro predecessori non solo non hanno saputo opporre una efficace pianificazione industriale, né ridurre, se non le tasse, almeno la burocrazia kafkiana, ma neanche hanno saputo difendere in Europa la produzione italiana dall’espansione competitiva della Germania dovuta ad una moneta unica non tagliata sulle nostre esigenze. Insomma si ricorre a singoli piani di “ristrutturazione” che consentono di “rattoppare” la situazione per alcuni mesi, mentre la crisi è globale. E intanto meno lavoratori significa meno consumi e meno produzione, con altre chiusure e delocalizzazioni, avvolgendo l’Italia in una spirale negativa che, temiamo, lascerà solo macerie.
Per questo è fondamentale mandare a casa quanto prima i partiti italici per iniziare la ricostruzione.
Davide Bono – Consigliere regionale M5S Piemonte
Marco Marocco – Consigliere comunale M5S Chivasso
Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

