martedì, Luglio 21, 2026

Impianto bioetanolo di Crescentino: dubbi su emissioni e alimentazione

La Giunta ha risposto oggi ad un’interrogazione in merito alle segnalazioni di presunti sforamenti dell’impianto di Crescentino della società IBP SpA, gruppo Mossi-Ghisolfi, diffusesi nelle settimane precedenti: tant’è che il consigliere comunale di Crescentino Salvatore Sellaro si era messo in sciopero della fame pur di ottenere questi dati. La centrale, in funzione da dicembre 2012, ma reinaugurata ad ottobre 2013 con cotanta passerella di politici, dovrebbe avere a regime una capacità produttiva di 75 milioni di litri l’anno di bioetanolo di seconda generazione, cioè da biomasse non alimentari, destinato al mercato europeo visto che in Italia quasi non esistono rifornitori di carburante né autoveicoli che vadano ad etanolo. Ad oggi però non si sa effettivamente quanto abbia prodotto l’impianto.

Attualmente l’impianto si alimenta principalmente a cippato, vista l’impossibilità di approvvigionamento della materia prima principale per la produzione di bioetanolo nei progetti dell’azienda: la *Arundo donax*, o canna gentile, la quale avrebbe dovuto essere coltivata su “terreni marginali” ed incolti della pianura vercellese per non entrare in competizione con le colture alimentari, in particolare il riso. Dalla canna gentile dovevasi ottenere come scarto lignina da bruciare, per chiudere il ciclo. Di 160 mila tonnellate annue (una quantità che avrebbe coperto mezza pianura piemontese) se ne è prodotta ad oggi neanche un chilo, come avevamo largamente anticipato.
Si pone già un dubbio quindi sulla sostenibilità di un impianto, lanciato come avanguardistico, con tanto di milioni di finanziamento regionali, che finisce per essere una banale centrale a biomasse che si remunera per la produzione di energia elettrica, e che, secondariamente, produce bioetanolo dalla paglia di grano (importata da dove?).

Infine, i dati emissivi: già la Provincia e la Regione mettono le mani avanti. Nei primi mesi (dieci mesi!) di avviamento non si applicano i valori limiti previsti dall’atto autorizzativo, ma valori più alti, almeno sino alla messa a regime. Il valore limite orario sarebbe di 100 mg/metro cubo di emissioni a camino con una tolleranza del 25%, valore che sarebbe stato superato per almeno tre volte nel solo periodo dal 10 al 30 settembre. E la cosa che lascia di stucco è che si tratterebbe di autocontrolli: cioè l’impianto si controlla da solo e poi comunica i dati alla Provincia. Nulla da eccepire, per oggi, alla proprietà, si segnala solo che ciò, in passato, in diversi casi con altre aziende, ha portato alla modificazione dolosa dei dati rilevati.

L’Arpa da parte sua ci riporta i dati della qualità dell’aria nelle centraline fisse, tra cui quella nuova ubicata nel Comune di Crescentino che non riporterebbero valori molto diversi da quelli dell’anno precedente, molto elevati ma dovuti, secondo l’Agenzia Regionale, alla pratica dell’abbruciamento delle stoppie di riso (ma non dovrebbero essere utilizzate dall’impianto di Crescentino?).
Di dati ovviamente manco a parlarne, per questo faremo al più presto richiesta di accesso agli atti. Certo è che i soli valori di CO in autocontrollo da parte della proprietà ci appaiono insufficienti: molti altri sono gli inquinanti emessi dalla combustione di cippato, oltre le polveri sottili, quali hc, ipa, metalli pesanti, diossine e pcb. Chi li misura?

In ultimo non ci resta che porre quattro domande alla proprietà e alla Provincia di Vercelli/Regione Piemonte:
1) quale biomassa non alimentare sta utilizzando, di che origine, in quale quantità?
2) quanto cippato e quanta lignina e di quale provenienza sta utilizzando?
3) quale e quanta stoppia di riso sta convergendo sull’impianto?
4) quali emissioni lo SME rileva oltre al CO?

Davide Bono – Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte
Mirko Busto – Deputato MoVimento 5 Stelle Piemonte
MoVimento 5 Stelle Vercelli

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358 pdf icon Qt-centrale-biomasse-Crescentino.pdf
pdf icon Risposta-interr.-1859-Impianto-bioetanolo-Crescentino.pdf

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