Alla luce di quanto sta accadendo in seguito alla chiusura delle Terme di Vinadio, i dipendenti dello stabilimento termale sono al momento estromessi dal diritto al percepimento degli ammortizzatori sociali. Per questo oggi ho depositato un’interrogazione urgente all’Assessore competente per chiedere come si intenda tutelare i lavoratori e l’intero indotto turistico che ne consegue. Dovrebbe essere discussa martedì prossimo.
Da quanto emerge dalle ordinanze del comune di Vinadio, emesse tra settembre e ottobre, a luglio l’azienda proprietaria delle terme, la Satea, ha fatto pervenire al Comune una SCIA afferente lavori urgenti di manutenzione straordinaria da effettuare sul complesso termale. Ad agosto è stata comunicata da parte del gestore dell’impianto termale, la D&D, la sospensione, inizialmente, del solo servizio convenzionato con l’Asl, per consentire la ristrutturazione necessaria allo stabilimento. Un sopralluogo immediatamente successivo dell’Asl CN1 ha sancito invece la cessazione immediata dell’intera attività termale.
Le consultazioni sindacali a seguire, necessarie a definire la situazione dei 33 dipendenti della struttura, hanno segnalato come la “cessazione” dell’attività comportasse la loro esclusione dal beneficio della Cassa in Deroga. I verbali dell’Asl e le ordinanze comunali successive, volte a convertire la “cessazione” in “sospensione” dell’attività, non sono stati sufficienti però a garantire l’erogazione da parte della Regione Piemonte della Cassa in Deroga ai lavoratori, in quanto il motivo per cui è stata richiesta non rientrerebbe, a giudizio degli uffici Regionali, tra le cause di integrabilità previste.
Tra cavilli burocratici e l’insufficienza delle risorse finanziarie regionali necessarie a soddisfare il recente incremento esponenziale delle richieste di cassa in deroga, i dipendenti delle Terme di Vinadio e il turismo termale limitrofo sono destinati a rimanere in balìa degli eventi o, peggio, ad essere licenziati dal gestore, per prendere almeno la mobilità, in attesa dei fondi necessari alla ristrutturazione? Che ne sarà di loro alla ripresa dell’attività? Quali garanzie alla loro riassunzione?
Davide Bono – Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte
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Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

