sabato, Settembre 12, 2026

Bilancio di Previsione 2014, preoccupazione per il futuro

Apprendiamo dalle Agenzie di Stampa che la Giunta Cota starebbe finalmente approntando il testo definitivo del Bilancio Previsionale 2014 e 2015-2016. Meglio tardi che mai. Avrebbe dovuto essere presentato entro il 30 settembre, ma visti i tempi che corrono, già riuscire ad approvarlo entro il 31 dicembre sarebbe un mezzo miracolo (negli ultimi anni siamo sempre andati in esercizio di bilancio provvisorio, con evidenti ricadute sulle incertezze di contabilità per Province e Comuni).

Non ci sorprende che il dato delle entrate previsionali 2014 si sia ingrossato ancora un po’, con fare tipico della colpevole politica degli ultimi anni: erano 12 miliardi a maggio, 12,619 miliardi ad agosto, ora sarebbero 12,678. Faccio un pronostico facile: cresceranno anche in assestamento. Peccato che poi tali “rosee” previsioni si scontrino sempre con il dato accertato delle entrate che anche un bambino saprebbe leggere: dal 2010 al 2012 l’accertato, al netto della “droga” dei mutui e anticipazioni dallo Stato, è rimasto abbastanza costante, scendendo da 10,628 miliardi di euro ai 10,434. Ben al di sotto degli impegni di spesa che sono stati costantemente sopra gli 11 miliardi, generando un disavanzo medio di 600 milioni di euro l’anno, senza considerare l’importo dei ratei mutui che sale in picchiata, superando dal 2014, con la copertura dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef, i 500 milioni di euro l’anno.

Il tutto ad oggi sta in piedi solo grazie all’anticipo di cassa del DL 35/2013 che ha dato alla Regione Piemonte liquidità per oltre 3,5 miliardi in due anni. Per questo temo particolarmente il day after DL 35, che sarà il vero banco di prova della Regione: il 2015 (non a caso anno del voto), in cui il Piemonte dovrà contare solo sulle proprie risorse. Qui scopriremo se la Giunta Cota avrà ridotto le spese o avrà solo fatto giochi di prestigio come la Bresso. Considerando possibili riduzioni di trasferimenti statali ed europei, non è difficile immaginare di dover far quadrare in futuro il bilancio intorno a 10 miliardi di euro (previsione 2015 10,4 miliardi).

L’ho già comunicato all’Assessore Pichetto, che mi ha risposto dicendomi che “non si può fare affidamento su analisi statistiche”. Ma di che stiamo parlando? Non accetterò più ulteriori iscrizioni in entrata di poste che non sono sicure: né come mutui non “tirabili” né come fantomatiche alienazioni. Partendo dalle entrate reali si dovrà discutere di come garantire i sacrosanti diritti dei cittadini: sulla sanità, sulle politiche sociali (compreso lo strategico dato della casa), facendo una scala delle priorità.

Se per Pd, Pdl, Lega le priorità sono corridoi ad alta velocità, presto i cittadini diranno se tali scelte sono per loro strategiche o meno. Senza dimenticare i tanti scandali e i tanti sprechi di denaro pubblico che nemmeno la Giunta Cota, dopo quella Bresso, è riuscita ad arginare (Scr, appalti sanità, Reggia di Venaria, grattacielo).

Davide Bono Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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