Oggi l’Assessore Regionale Vignale ha ufficialmente presentato il disegno di legge n. 364, “Misure urgenti di semplificazione delle norme regionali sulle attività estrattive. Modifiche alle leggi regionali in materia di cave e torbiere”, cioè la legge 69 del 1978 e la 30 del 1999. E già sul titolo ci sarebbe da obiettare: quale urgenza possa avere tale semplificazione a noi rimane incomprensibile. Il disegno di legge già ha sollevato fortissime critiche nei Comuni sede di cave in Piemonte e non solo.
Trattasi fondamentalmente di una semplificazione notevole per l’esercizio di coltivazione di cave e loro proroghe, nonché di un forte abbassamento delle già modiche tariffe di escavazione. Ad esempio all’art. 18 le tariffe sono così modificate:
a) sabbie e ghiaie per calcestruzzi, conglomerati bituminosi, tout-venant per riempimenti e sottofondi, materiali per pietrischi e sabbie: euro 0,40 al metro cubo; (precedente 0,75)
b) pietre ornamentali: euro 0,70 al metro cubo; (precedente 0,75 )
c) argille, calcari per cemento, per calce e altri usi industriali, gessi, sabbie silicee e torba: euro 0,45 al metro cubo; (precedente 0,50)
d) minerali di I categoria, ai sensi del regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443 (Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno), euro 0,45 al metro cubo; (precedente 0,50)
e) altri minerali di cava non compresi nei precedenti punti euro 0,45 al metro cubo. (precedente 0,50 )
Ho più volte rappresentato al Consiglio Regionale come le tariffe del diritto di escavazione fossero tremendamente basse, anche in virtù dei guadagni. Parliamo di rivendita sul mercato anche ad oltre 10-15 €/metro cubo e ricordiamo che trattasi sempre di “beni comuni” cioè della nostra terra che viene venduta a privati che non vi mettono alcun valore aggiunto, il che non giustifica assolutamente tali guadagni (caso simile a quello dei canoni di imbottigliamento delle acque minerali).
Curioso il fatto che il consigliere Vignale ne convenisse con me, in ultimo durante un tavolo di lavoro sul superamento delle Comunità Montane non più tardi di 10 mesi fa, di cui posso citare, senza tema di smentita, le sue parole: “si possono mantenere le tariffe per sabbia, ghiaia e altri materiali litoidi di basso pregio, mentre si devono aumentare le tariffe per pietre e minerali di pregio”. Non ci spieghiamo quindi questo repentino cambiamento di pensiero, corrispondente al suo passaggio da Consigliere ad Assessore: libero convincimento o pressioni della sua maggioranza? O pressioni della sua Direzione? O pressioni della fortissima lobby dei cavatori? Ricordiamo ovviamente che la lobby dei cavatori è tutt’uno con la lobby dei costruttori.
Perché cava=cemento=costruzioni di qualunque tipo, anche inutili, case invendute, infrastrutture inutilizzate, capannoni vuoti. Disseminare di cave il territorio piemontese è una precondizione fondamentale per realizzare grandi opere inutili dove tutti possano mangiare. Criminalità organizzata (che poi porta voti ai partiti), politici, imprese. Sul fatto che poi le grandi imprese o cooperative che vincono quasi sempre gli appalti in Piemonte abbiano spesso un ramo che gestisce cave, un ramo che gestisce edilizia, un ramo che costruisce infrastrutture e uno che le gestisce (tanto per fare dei nomi, Famiglia Gavio, Famiglia Fantini-Cogefa, Famiglia Bertino-Cogeis, Cooperative Rosse) e che spesso queste aziende siano finite sotto gli occhi attenti della magistratura indagate per gare sospette, cartello, abusi, truffe (coinvolgendo anche il lato amministrativo e politico della Regione, con i casi SCR e Reggia di Venaria) nessuno dice nulla.
Dulcis in fundo, per le cave cosiddette di prestito cioè per opere di pubblica utilità (notare la splendida definizione che tende a far pensare che una cava possa essere poi ripristinata), si dichiara che “da tale canone possono essere scomputate le risorse prioritariamente destinate ad interventi di infrastrutturazione turistica, mitigazione ambientale ed innalzamento dei livelli occupazionali.” Cioè Vignale ha inteso comunicarci che d’ora in poi quando in una bella cava che ha deturpato per anni un Comune ed intasato di camion le strade, si formerà un bel lago di cava, il concessionario potrà metterci un bel pontile per poterlo far diventare un intervento turistico e risparmiare i soldi del canone. Ci si potrà andare a pesca o magari a nuotare.
Peccato che Vignale ignori o finga di ignorare che la maggior parte delle cave si trasformano naturalmente in discariche per rifiuti pericolosi e non, e non in ameni laghetti per pesca sportiva. Prova ne sia la situazione dell’area di Valledora devastata dalle cave e dalle discariche, alla faccia della rinaturalizzazione e del ripristino ambientale “meglio di com’era prima” come ha osato dire oggi l’Assessore Vignale.
Per noi il disegno di legge è inaccettabile e faremo di tutto perché non venga approvato.
Davide Bono Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte
Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

