sabato, Settembre 12, 2026

Inceneritore di Torino, quello che non vi dicono.


Abbiamo mezzi molto meno potenti di quelli a disposizione della classe di potere (di larghi interessi più che di larghe intese) che continua a puntare su opere inutili, costose e dannose, ma è nostro dovere provare a“riequilibrare” l’informazione sul disastroso avvio dell’inceneritore di Torino, dicendovi quello che giornali e tv non vi dicono.
La scarsa trasparenza su temi così importanti non è accettabile, ed ottenere le informazioni non è facile nemmeno per chi – come noi – svolge un’attività istituzionale con un chiaro mandato da parte degli elettori, e a norma di legge dovrebbe avere libero accesso agli atti riguardanti materie di competenza della Regione.
Nei giorni scorsi il Difensore Civico della Provincia di Torino ha accolto il nostro ricorso contro il parziale diniego ad una nostra richiesta di accesso agli atti. Se documenti come il certificato di collaudo finale dei lavori dell’impianto vengono ritenuti – da parte di TRM e della Provincia- “di proprietà intellettuale” vuol dire che per qualcuno non è ben chiara la nozione di interesse collettivo per informazioni che riguardano la salute dei cittadini.


A luglio vi avevamo parlato dei ripetuti incidenti all’impianto, inosservanze delle prescrizioni autorizzative, emissioni di inquinanti oltre i limiti, informazioni importanti per i cittadini omesse o fornite con grande ritardo e doverosa apertura di un fascicolo d’indagine da parte della magistratura.
A preoccupare non sono solo i guasti, ma la cattiva gestione delle anomalie dell’impianto da parte di TRM. Nella relazione dell’ARPA del 31/07/2013 sul funzionamento dell’impianto leggiamo infatti che“Preoccupante è invece la gestione nell’immediatezza degli eventi anomali da parte del personale che, turno dopo turno, conduce l’impianto. Sia il 2 maggio che il 10 e 11 luglio infatti gli eventi di anomalia sono stati affrontati mal gestendo l’impianto, in violazione peraltro delle prescrizioni autorizzatorie: in particolare l’applicazione del blocco automatico dei rifiuti in caso del superamento del limite è a dir poco lacunosa e sono stati commessi errori nelle procedure di avviamento e spegnimento dell’impianto. Pare che questa criticità possa dipendere dalla mancanza di adeguata formazione del personale di turno che gestisce l’impianto, con particolare riferimento alla conoscenza dei vincoli che derivano dall’autorizzazione e anche alla non conoscenza del significato dei dati che acquisisce il sistema di monitoraggio delle emissioni.”
Ad agosto non è certo andata meglio; il 10 si è verificato uno stop dell’impianto, subito rientrato, del quale però non sono state divulgate le cause. Due giorni più tardi il quarto incidente, dovuto al guasto della pompa che porta l’acqua necessaria a generare vapore durante la combustione.
Il 4 settembre la Provincia ha inviato una nuova diffida a TRM, segnalando altre gravi violazioni delle prescrizioni atorizzative, rilevate dai tecnici dell’ARPA.
Nel provvedimento di diffida leggiamo che il 1o agosto, per quanto riguarda la linea 1 “ Si è verificato il superamento del  valore limite semiorario relativo alle emissioni in atmosfera del CO valido anche in condizioni anomale, in quanto l’analisi statistica delle medie su 10 minuti nell’arco della giornata ha evidenziato un numero di superamenti del valore limite di 150 mg/Nm 3 pari all’15,7 %, superiore al massimo ammesso (5%)”;  sempre nella stessa giornata ed in correlazione con i superamenti dei limiti di CO, la temperatura in camera di  combustione è scesa al di sotto della temperatura minima prescritta (850 °C), nonostante fosse presente ancora del rifiuto: in tutti questi casi i bruciatori ausiliari non sono intervenuti, oppure sono intervenuti in modo insufficiente a mantenere la temperatura minima prescritta.
Per quanto riguarda invece la linea 2 si sono registrate le seguenti violazioni:
– nella giornata del 12 agosto è stato superato il  valore limite semiorario  relativo alle
emissioni in atmosfera del CO valido anche in condizioni anomale, in quanto l’analisi
statistica delle medie su 10 minuti nell’arco di una giornata ha evidenziato un numero
di superamenti del valore limite di 150 mg/Nm 3  pari all’10,3 %, superiore al massimo
ammesso (5%);
– nel periodo tra il 7 agosto e il 12 agosto si sono verificate semiore durante le quali la
temperatura in camera di combustione è stata inferiore al valore minimo consentito,
nonostante la presenza di rifiuti in camera di combustione;
– le comunicazioni relative alle condizioni anomale avvenute nelle giornate del 3 e del 6
agosto sono state comunicate solo alla Provincia di Torino e non all’ARPA. […] e, ancor più grave, “ durante lo spegnimento dell’impianto del 12 agosto, è stata precocemente interrotta l’alimentazione della linea di abbattimento fumi: in particolare dopo la sospensione dell’alimentazione dei rifiuti (avvenuta nella semiora delle 11.00)  prima dei 90 minuti
necessari per ultimare la combustione dei rifiuti presenti in griglia”. Questo signifca che la linea di depurazione dei fumi tossici è stata disattivata mentre stavano ancora bruciando rifiuti!
La diffida della Provincia – giova precisare – non si traduce in alcuna sanzione, ma solo in un invito a provvedere affinché tali violazioni non abbiano a ripetersi! Tutto questo nel perdurante silenzio totale del Comitato Locale di Controllo, soggetto costituito nel 2006 per vigilare sull’impianto, per permettere la partecipazione dei cittadini alle scelte ed informarli sul monitoraggio dell’impianto. Abbiamo già sottolineato come  il Presidente Erika Faienza non possa più rappresentare una garanzia ed una sicurezza per i cittadini, per cui ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni.
Il gestore dell’impianto, ma anche il Presidente dell’ATO-R della Provincia di Torino, si giustificano dicendo che è prevedibile che si registrino anomalie, in quanto l’impianto si trova in una fase di avvio.  
Se da un lato è comprensibile che possano verificarsi dei blocchi, il buon senso suggerisce che non è per nulla normale che si registrino così tante violazioni delle prescrizioni autorizzative.
Lo “spot” andato in onda giovedì sera come servizio di apertura dell’edizione serale del TgR Piemonte ovviamente non parlava di tutto questo, ma si limitava a sottolineare come Torino, finalmente, si fosse dotata di un “moderno termovalorizzatore”, che non solo riduce al 25% i rifiuti, ma produce energia dal nulla.
Non possiamo aspettarci che i principali organi di informazione condividano le nostre posizioni, e parlino delle reali e semplicissime alternative agli inceneritori, ma possiamo e dobbiamo pretendere correttezza ed equilibrio, mentre il “dissenso” troppo spesso è limitato a qualche secondo in servizi marginali.
Noi continueremo ad informare e ad impegnarci affinché si passi quanto prima ad una gestione completamente diversa, con la riprogettazione dei materiali e la riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti, il riciclo con trattamento a freddo ed il riuso.

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